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Pochi pc, internet a singhiozzo: «Per noi la DaD è una rincorsa»

Stefano Bramanti
Pochi pc, internet a singhiozzo: «Per noi la DaD è una rincorsa»

La preside del comprensivo di Porto Azzurro critica sulle lezioni a distanza: «Esperienza difficile, 119 alunni su 861 hanno avuto delle difficoltà di accesso»

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PORTO AZZURRO. L’anno scolastico sta volgendo al termine, così come le lezioni della didattica a distanza. Eppure nell’istituto comprensivo di Porto Azzurro, che include anche i plessi scolastici dei comuni di Capoliveri e di Rio, è ancora aperta la corsa per fornire a tutti i ragazzini il tablet o il personal computer, utili alle lezioni telematiche a distanza che si presume possa essere una risorsa per le scuole italiane anche il prossimo anno.

Non è stata un’esperienza semplice quella della DaD nella scuola elbana. Tra gli 861 alunni dell'istituto, Lorella di Biagio, dirigente scolastica, aveva registrato nelle settimane scorse problemi per 119 studenti che per vari motivi non avevano accesso allo strumento informatico e quindi avevano difficoltà a seguire le lezioni virtuali a distanza, imposte dalla nota chiusura delle scuole per via del coronavirus.

Ma il più grosso problema è in concreto la mancanza di validi collegamenti internet, in quanto il servizio telematico registra numerose zone d'ombra nei vari comuni del sud-est dell'Elba, E allora anche se si è dotati del computer o del tablet non si riesce ad avere una valida connessione e il diritto allo studio scompare nei fatti. «Ammetto – dice la dirigente scolastica – che la situazione è veramente una emergenza nell'emergenza da pandemia. Non avrei mai immaginato di vivere una esperienza così complessa e difficoltosa. Per far fronte alle carenze di alcune famiglie, non dotate del mezzo telematico. Pertanto si sono usati i quasi 90 personal computer esistenti nei laboratori delle nostre scuole. Infatti abbiamo avviato, in questi anni, diversi progetti di informatica e ciò ci ha permesso di risolvere oggi i problemi esistenti. Pertanto abbiamo usato le nostre robuste dotazioni, offrendo i pc in prestito ai nuclei familiari che ne erano sprovvisti, in modo che il loro figlio potesse seguire la lezione a distanza. Qualcuno si è accontentato di usare gli strumenti elettronici del padre o della madre, ma è giusto che ogni alunno abbia la sua strumentazione. Abbiamo avuto però rapidamente, ad un certo punto, anche il contributo del governo per quasi 11.000 euro e abbiamo comprato altri 30 tablet che diamo agli altri alunni ancora senza strumento e quindi la situazione sarà sanata. Nel frattempo le lezioni a distanza si sono sempre svolte, con impegno dei docenti, realizzate in modo sincrono o asincrono, per andare incontro alle esigenze di ognuno. Speriamo che un ritorno alla normalità si realizzi quanto prima: la situazione è veramente molto particolare. Il nostro impegno è giornaliero ed intenso, da parte del personale della scuola in generale e dei docenti».

E il problema è acuito, e non poco, da una rete telematica elbana in cui la fibra non riesce a coprire ogni località e quindi ci sono zone di "buio" e i ragazzi sono in crisi non riuscendo a ricevere le lezioni. «Ad esempio nella zona di Montefico, nel riese, ma in varie zone. Va posto urgente rimedio- ha concluso Di Biagio- e pertanto abbiamo scritto ai Comuni e alla regione. Si deve agire rapidamente per ovviare a tale situazione che lede il diritto allo studio». —
 

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