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lega preoccupata 

«Rimateria, la richiesta danni intimidisce i consiglieri»

«Rimateria, la richiesta danni intimidisce i consiglieri»

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PIOMBINO

L’ormai prossimo appuntamento per l’approvazione della variante urbanistica su Rimateria, mentre pende un atto di citazione di uno dei due soci privati, Navarra, con una richiesta danni per 25 milioni di euro, a seguito di atti che renderebbero impossibile la prosecuzione dell’attività, preoccupa la Lega. La sezione piombinese del Carroccio ritiene «inaccettabile che uno dei due soci privati di Rimateria tenti di paralizzare con l’esorbitante richiesta di 25 milioni di euro l’azione dell’amministrazione comunale, provando a intimidire in questo modo i consiglieri comunali eletti dal popolo».

Per questi motivi la Lega ritiene «fondamentale inserire tutti quei correttivi indispensabili a creare le condizioni di massima tutela nei confronti dei consiglieri comunali, per poter rapidamente approvare la variante recentemente adottata».

Allo stesso tempo «sostiene fortemente l’azione dell’amministrazione per far valere le responsabilità di Lucchini e dei suoi successori con riferimento ai danni ambientali prodotti, attivando intanto le procedure per il ripristino ambientale e la restituzione delle aree demaniali non più utilizzate».

La Lega inoltre chiede alla commissione consiliare d’inchiesta su Asiu/Rimateria «di verificare se ci siano i presupposti per perseguire una diretta responsabilità giuridica e patrimoniale di Regione Toscana e ministero dell’Ambiente per i danni causati dalla loro inerzia».

Dal punto di vista politico per la Lega «le vicende di Rimateria e della Messa in sicurezza permanente (Misp) delle aree ridotte da Lucchini a discarica abusiva, sono la tragica conferma di come il destino ambientale di questo territorio sia sempre stato subordinato all’interesse del privato di turno, senza minimamente tutelare la salute dei cittadini di Piombino. Il progetto di messa in sicurezza permanente di parte delle discariche abusive ex Lucchini, approvato con decreto direttoriale n. 423 del 04-10-2017, giace ancora in un cassetto, tirato fuori dalla Regione Toscana e dal ministero dell’Ambiente solo per giustificare l’ennesimo tempo concesso ai privati. In tal modo il Ministero e la Regione si sono scaricati della loro responsabilità, delegando ai privati la responsabilità delle bonifiche promesse». —



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