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Ferry boat, domani documentario su Rai 5

Ferry boat, domani documentario su Rai 5

Il filmato di Guido Morandini girato tra Piombino e l’Elba con la collaborazione dell’Archivio Storico e Microcosmo

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PIOMBINO

Andare al di là delle apparenze per scovare il ‘nascosto’ di un territorio, la sua anima, quella dei suoi abitanti, le sue diversità a dispetto della globalizzazione o della banalizzazione dei social.

Domani sera alle 22,10 su Rai5 andrà in onda “Ferry Boat. Canale di Piombino” un documentario realizzato tra Piombino e l’Elba dal regista Guido Morandini. Un viaggio in mare ma dentro i confini certi di un canale, animato dai pendolari che per lavoro lo attraversano per raggiungere la scuola, gli uffici, l’ospedale i mercati. Ognuno guarda l’altra sponda come la libertà o la costrizione, ma nessuno si può sottrarre alla bellezza dei tramonti che si piegano dietro le isole dell’Arcipelago Toscano.

Il documentario è stato realizzato in coproduzione con Rai 3, nell’ambito della seconda edizione del programma Di là dal fiume e tra gli alberi, un programma di Marco Melega e di Vittorio Rizzo che intende raccontare il “Paese Italia” attraverso alcuni territori di ‘confine’, mostrando come, oltre ai luoghi propriamente di frontiera, anche i porti possano rappresentare un confine, così come coste e isole, valli e montagne, laghi e fiumi.

Attraverso lo sguardo dell’autore-regista, uno sguardo attento ma insieme ironico e disincantato, sempre rispettoso dell’identità, del pensiero e della cultura del luogo, il filmato restituisce il ‘sapore’ autentico di un territorio, pur lasciandolo sullo sfondo di una serie di storie, professioni, scorci di vita vissuta che in qualche modo lo rappresentano e lo descrivono. Attraverso le voci di tanti personaggi della città, si compone un quadro di grande suggestione e realismo, dove la natura e il paesaggio industriale rappresentano la bellezza di una cultura autentica e contraddittoria allo stesso tempo.

Il finale del documentario è costituito da un brano musicale del gruppo The Blues Eaters cantato sotto l’Afo4, l’altoforno spento pochi anni fa e oggi simbolo di una identità e di un orgoglio che non può essere cancellato, intervallato con le immagini della squadra di rugby i Mascalzoni del Canale formata di giocatori di doppia provenienza elbana-piombinese.

Hanno collaborato alla realizazione del documento, gli operatori dell’Archivio Storico “Ivan Tognarini” con Monica Pierulivo, e l’associazione Microcosmo.

«Ci ha fatto piacere - afferma Gianpiero Vaccaro - poter accompagnare nel gennaio scorso, il regista in alcune significative parti del suo percorso: al parco di Punta Falcone, dove abbiamo potuto seguire l'evoluzione della difesa costiera del canale nei secoli. Lo abbiamo guidato in visita ai resti della batteria navale Sommi Picenardi, uno dei pochi esempi in Italia di fortificazione moderna aperta al pubblico, in un contesto naturale davvero invidiabile, da preservare per le future generazioni come scrigno di storia, memoria e natura. Non è mancata una visita al moderno osservatorio astronomico, gestito dall’Associazione Astrofili che si è gentilmente messa a disposizione».

In febbraio i volontari di Microcosmo hanno accompagnato le riprese della grande ponentata del 4, lungo le coste selvagge di Poggio al Molino, di San Leonardo e del Pozzino, con un memorabile e suggestivo tramonto sul mare in tempesta e sul golfo di Baratti.

Nel periodo del lockdown, infine, hanno inviato documenti e immagini per arricchire il montaggio. —



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