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Terapie riabilitative, da tre mesi i bambini sono lasciati a casa

manolo morandini
Terapie riabilitative, da tre mesi i bambini sono lasciati a casa

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campiglia

La misura la dà una mamma. «Lunedì 18 maggio i servizi ai bambini disabili della Val di Cornia sono finalmente ripartiti: asserire questo è al limite del ridicolo e offensivo per chi aspetta da mesi una risposta dal servizio pubblico». La rabbia fa il paio con la determinazione ad avere quanto dovrebbe garantire l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest. Alla signora diamo voce con il velo dell’anonimato a tutela della figlia minore.

Avrebbero dovuto riprendere nella struttura del Ciaf di Venturina Terme i servizi per i bambini e ragazzi con disabilità o necessità riabilitative, dopo più di due mesi di stop. Un fermo prima in applicazione delle regole di contenimento del contagio e poi dal 4 aprile per la mancanza di spazi a causa della riorganizzazione del centro polifunzionale di Campiglia, l’ex ospedale, destinato a ospitare temporaneamente la riabilitazione per persone guarite e di quelle ancora non negativizzate al covid-19 uscite dai reparti di terapia intensiva.

«La ripartenza ha compreso un incontro tra genitori, bambini e gli addetti dell’Azienda Usl finalizzato a salutare la neuropsicomotricista, che è stata assegnata ad altra sede, e alla richiesta di eventuali ausili», prosegue la signora si è rivolta al Tirreno per sollevare il caso. Che aggiunge: «Questo mese sarà fatto un nuovo incontro con la nuova psicomotricista che, senza un adeguato passaggio di testimone, dovrà decidere quante terapie spetteranno a ogni bambino con la consapevolezza che non c’è posto per tutti perché gli operatori hanno a disposizione solo tre stanze al Ciaf di Venturina». Risultato? «Per dare un minimo di servizio a tutti – sostiene – molto probabilmente qualcuno ci rimetterà, ovvero a qualche bambino potrebbero essere temporaneamente sospese le terapie. Questa scelta non mi sembra certo la più giusta da attuare dopo tre mesi di totale assenza di terapie».

Il servizio Ufsmia, che fa capo all’Asl Toscana Nord ovest, comprende le attività con logopedisti, neuropsicomotricisti dell’età evolutiva, fisioterapisti, educatori ed è rivolto a persone in età evolutiva affette da patologie neurologiche, psichiatriche, neuropsicologiche e da deficit sensoriali. Un disagio non da poco la lunga interruzione per i ragazzi e per le loro famiglie che il Comune di Campiglia Marittima ha cercato di risolvere con la ricerca di una struttura idonea mettendo a disposizione i locali del Ciaf che ospitano la ludoteca e i servizi educativi per l’infanzia, chiusi a causa della pandemia. Tra l’altro fin da subito l’ente aveva dato la disponibilità della struttura fino alla partenza dei servizi ludo educativi estivi che il Comune sta organizzando in queste settimane.

«C’è il rischio che queste “benedette” tre stanze, fornite provvisoriamente, potrebbero andare perse a luglio – sostiene la signora –. Anche se così non fosse, lo sarebbero a settembre con l’inizio di un nuovo anno scolastico che, se pur stravolto, dovrà un minimo ripartire». Che conclude: «Mi sento profondamente presa in giro dal servizio dell’Asl ed è davvero snervante doversi battere quotidianamente per dei diritti già acquisiti». —

manolo morandini

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