Il Tirreno

centro di riabilitazione  

Nuovi ecografi da 20mila euro per cure dopo l’allerta Covid-19

Cecilia Cecchi
In primo piano i nuovi macchinari, dietro da sinistra Antonino Virgillito, Cristina Laddaga, Marco Bresci, Marco Zulli.
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In primo piano i nuovi macchinari, dietro da sinistra Antonino Virgillito, Cristina Laddaga, Marco Bresci, Marco Zulli.

Sostegno di Verallia: «Il progetto di Campiglia è innovativo e lungimirante»  Laddaga (Usl): «Visibilità ed opportunitàper questa struttura mai avute prima»

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Cecilia Cecchi / CAMPIGLIA

Centro di riabilitazione a misura di pazienti Covid-19. La cerimonia di consegna di nuove strumentazioni, due ecografi e un elettroencefalografo per un valore di 20 mila euro donati dalla multinazionale Verallia spa, occasione di far vedere com’è oggi la struttura con ancora 20 persone in cura.

Ferme restando le proteste di quanti si vedono ad oggi le cure di riabilitazione sospese, obiettivo dimostrare come l’essersi trasformati in centro per pazienti Covid sia opportunità per tornare, e con migliorìe notevoli, al servizio di tutti.

All’ingresso, oltre al gel disinfettante per le mani, si cambia mascherina e si indossano guanti. Dà il benvenuto Cristina Laddaga direttore area sud del dipartimento di riabilitazione Usl con Marco Bresci, coordinatore del progetto riabilitazione pazienti in uscita dalle fasi acute Covid e Roberto Galletti, coordinamento infermieristico. Per Verallia Antonino Virgillito, direttore attività logistiche e Marco Zulli, responsabile del personale. Col sindaco Alberta Ticciati medici e infermieri.

Cristina Laddaga chiude un ecografo e lo solleva «questo per far vedere – dice – come sarà facile passare da un letto all’altro. Ecco perché potremo migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto all’interno della struttura che, dal momento della sua evoluzione in centro di riabilitazione per pazienti in uscita dal Covid ha ospitato circa 40 persone prevenienti dalle province di Livorno e Pisa per le quali è stato pensato, ma pure dal resto del territorio USL Toscana nord ovest come Massa o Lucca. La struttura ha così acquisito visibilità e importanza che non aveva probabilmente mai avuto – sottolinea –, divenendo appetibile per una utenza che ha trovato una risposta che prima non esisteva. Grazie agli investimenti fatti dall’Azienda sia in termini di risorse mediche, infermieristiche e tecniche messe a disposizione, sia di dotazioni strutturali che hanno portato i posti letto a 24 raddoppiando quelli dotati di ossigeno che ora sono 12».

Ringrazia Verallia il sindaco: «Per il dono – afferma Alberta Ticciati – e per l’attenzione. Il centro, durante l’emergenza Covid, ha fatto la sua parte e dobbiamo esserne fieri anche se ci sono state difficoltà nel normale processo di condivisione delle scelte».

«Anche la nostra azienda – ricordano Virgillito e Zulli – multinazionale che produce contenitori in vetro ha dovuto affrontare mesi impegnativi senza mai chiudere, dando garanzie di sicurezza al personale. Neppure alla responsabilità sociale, pur nella difficoltà, si è voluto rinunciare. Nel piano abbiamo valutato il progetto di Campiglia come innovativo e lungimirante per la lotta al Covid ritenendolo quindi meritevole del sostegno. Convinti – aggiungono – che gli apparecchi possono essere molto utili in questa fase e in quelle che verranno».

«Gli strumenti donati – spiega Bresci – permetteranno analisi importanti a bordo letto, caratteristica fondamentale per questo tipo di pazienti che, nelle prime fasi, hanno grosse difficoltà a compiere qualsiasi movimento. Covid, malattia impegnativa: c’è chi ha perso 25 chili con necessità di riabilitazione per la respirazione, con difficoltà di deglutizione o di movimento magari per esser rimasti giorni intubati e fermi nei letti di rianimazione. Poi riabilitazioni cardiologiche rese possibili col supporto del dottor Elio Venturini. Con questi apparecchi valutazioni in tempo reale sugli organi e margini di recupero incredibili che mostriamo ai pazienti coi filmati realizzati dal momento dell’ingresso a quello della dimissione». Attimi di gioia, condivisi grazie a video privatissimi, che testimoniano, dopo circa tre settimane, i miglioramenti dopo le cure.

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