Gioco
Non c’è pace per gli stabilimenti balneari: la stagione parte con una super mareggiata
Il mare divora le spiagge in costa est e sul litorale urbano. Lotti: «Siamo con metà ombrelloni, il ripascimento ha limitato i danni»
PIOMBINO. Che il 2020 rappresenti in toto la legge di Murphy? Sicuramente la formula “Se qualcosa può andar male, lo farà” deve essere comparsa nella testa dei balneari di fronte alla mareggiata che si è abbattuta sul litorale della Costa est nella giornata di giovedì. E se l’effetto della forza della natura è più evidente fuori dai confini cittadini, anche sulle coste urbane si è fatta sentire la burrasca, con metri di spiaggia letteralmente mangiati dalla mareggiata. Dopo neppure una settimana dalla riapertura degli stabilimenti (alcuni, a causa dei lavori di sistemazione della spiaggia, sono ancora chiusi) è arrivata così un’altra tegola sulla categoria che lavora nella stagione estiva. Le fortissime raffiche provenienti da sud (parliamo di vento di scirocco/mezzogiorno) hanno sconquassato il litorale, arrivando a mangiare una ventina di metri di spiaggia.
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«Era prevista la mareggiata – dice Fabrizio Lotti, vicepresidente Fiba-Confesercenti e titolare del bagno La Capannina – Il vento ha iniziato a picchiare forte dalle quattro fino alle nove di sera. Avendo fatto i lavori di ripascimento, gli ombrelloni, con più sabbia, erano stati messi più in alto. Ecco, la burrasca ha scavato facendo uno scalino di circa un metro fino alla terza fila, e abbiamo dovuto togliere tutti gli ombrelloni e tutti i lettini per ripararli». I lavori a cui si riferisce Lotti sono quelli realizzati per riparare i danni della mareggiata dell’ottobre 2018. La Regione mise in campo 14 milioni di euro, destinando un milione e 352mila alla Costa est piombinese, per un totale di più di 70mila metri cubi di sabbia recuperata dal mare lungo 7 chilometri di litorale. Un intervento inutile alle luce dell’ultima mareggiata? «Niente affatto – risponde Lotti – Senza quei lavori i danni sarebbero di gran lunga peggiori. A Follonica e Castiglione della Pescaia, comunque, stanno già iniziando con i sopralluoghi. In questo senso, da vedetta sul mare quale sono e quali sono tutti i balneari, ho contattato il vicesindaco Giuliano Parodi che, con il dottor Luca Sbrilli e i tecnici del Comune, sta preparando una relazione da inserire alla Regione, Genio Civile. Perché il danno non lo ha avuto solo Follonica ma anche Piombino, un posto che negli ultimi 20 anni vive di turismo agli stessi livelli delle altre cittadine. È giusto che venga studiato il golfo nel suo insieme e allo stesso modo gli interventi. Ci deve essere, e ci sarà, non lo metto in dubbio, la stessa preoccupazione al Genio Civile, ma la politica deve farsi sentire con la Regione per avere pari dignità e lo stesso supporto, sia tecnico che economico, per la nostra porzione. Tornando alla mareggiata, quello che il mare dà, prende. Ovviamente ci sarà chi sarà più sfortunato e chi più fortunato. È stata dura stare tutta la notte a sistemare l’attrezzatura e salvaguardare le strutture. E sarà dura rimettere tutto a posto e lavorare questo week-end con metà ombrelloni. Però si lavora con la natura. Perciò testa bassa e pedalare. Detto questo, come noi deve essere anche per quelli di Follonica. Chiediamo parità di interventi, finora studiati in una porzione sola. Diverso, e più omogeneo, è stato questo ultimo intervento post mareggiata dell’ottobre 2018». E ora? «Ho avuto rassicurazioni nel senso che qualcosa verrà fatto – dice Lotti – Si può rimedicchiare. Ci sono già le motopale della Sales che stavano finendo la sistemazione della spiaggia».
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«Purtroppo siamo alla fine dei lavori – dice Sbrilli, progettista e direttore dell’intervento di riprofilatura dell’arenile in Costa est – Ci restano 950 metri da Carbonifera a Torre Mozza più una porzione di spiaggia pubblica dal Bagnoskiuma a Perelli 3. L’unica cosa che possiamo fare è, con i mezzi meccanici, riprofilare lo scalino formatosi con la mareggiata. Che poi, quello scalino sa cosa vuol dire? Che l’intervento che abbiamo realizzato era fatto bene e ha funzionato. Senza quello, la mareggiata sarebbe arrivata fino ai ristoranti e alla strutture degli stabilimenti. Ha ragione Lotti quando parla di un intervento per l’intera unità fisiografica. Non ha senso ragionare a pezzi, soprattutto in mare e per di più in un golfo. Se è vero, però, che Piombino è sempre stata un po’ la Cenerentola del litorale, grazie anche al lavoro del consorzio balneare, la Costa est sta diventando un luogo dove si sperimenta e si propone. E i funzionari della Regione sanno che qui si lavora bene e che ci sono delle professionalità». —
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