Il Tirreno

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«Nella Parchi pesano i rapporti solo bilaterali con Piombino»

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«Che sul contratto di servizi della Parchi Val di Cornia il gruppo di minoranza si riferisse al compendio immobiliare del Parco di Montioni è molto chiaro anche a chi non ha approfondito la questione», così Uniamo Suvereto replica alla maggioranza di Assemblea popolare.

«Dire che il Parco di Montioni non ha mai fatto parte della gestione della Parchi è di una falsità disarmante – prosegue la minoranza –. E visto che davanti a queste falsità non si può che replicare con gli atti, i riferimenti sono la Convenzione del 2002 e l’ultimo contratto di servizi del 2015». Quel che è peggio è che «il gruppo di maggioranza, che amministra ormai da sei anni, ammette candidamente, senza comprendere la gravità, di aver escluso i beni immobili dalla gestione Parchi, per incapacità amministrativa e per noncuranza del patrimonio immobiliare comunale».

Per Uniamo Suvereto sul patrimonio forestale «si apre un altro scenario di abbandono e di incapacità di programmazione, soprattutto di disinteresse nella sua tutela, di cui si dovrà rendere conto, specialmente in questi giorni in cui la sua conservazione è stata gravemente danneggiata da un’invasione di un insetto defogliatore e le spiegazioni dell’assessore Casini in consiglio comunale su sollecitazione del consigliere Piccioni, sono risultate superficiali».

La questione è sul passo deciso dall’amministrazione guidata dal sindaco Pasquini. «Si afferma di voler perseguire le finalità originarie sancite con la Convenzione del 2002 e una gestione unitaria e condivisa, quando nei fatti concreti, ai quali siamo d’accordo anche noi bisogna guardare, si intrattengono rapporti solo bilaterali e si riduce la discussione ad una mera adesione, un prendere o lasciare, che non rispecchia i principi che si professano a parole». E sottolinea: «Non si è mai detto che non vi siano stati problemi di gestione politica e amministrativa della società Parchi, anzi, ma l’agire del nuovo Cda e dei Comuni di Piombino, con Suvereto sottobraccio, denota il non aver minimamente intenzione di procedere a quel rinnovamento auspicato e di intervenire su quei limiti che la politica e le istituzioni interessate devono saper correggere e migliorare».

Uniamo Suvereto entra nel dettaglio. «Quanto all’inserimento dei musei della Rocca e della Bambola nel contratto di servizi, sarebbe stata l’amministrazione di Assemblea popolare ad aver a cuore il bene di Suvereto quando ha chiuso il primo appena inaugurato, perché non piaceva ai suoi esperti amministratori, e teneva a mala pena aperto il secondo tra il degrado e le muffe? Ci vogliono serietà e onestà intellettuale nelle affermazioni e soprattutto nell’amministrare». E conclude. «Confermiamo di essere ben felici che ci si sia ricordati di un patrimonio culturale da valorizzare, ma se non si vuole che si dica che si tratta di mere operazioni di facciata, allora si riferisca con trasparenza nelle sedi istituzionali, dove le domande sono legittime da chiunque provengano e le risposte doverose, quali sono i progetti concordati, con indicazione dei tempi e delle modalità di attuazione e soprattutto come si intenda sostenerli finanziariamente». —

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di Redazione web