Il Tirreno

il segretario regionale fiom braccini 

«Ci aspettiamo un Piano credibile e lo Stato in società»

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piombino

«Il settore siderurgico è strategico per il nostro Paese ed il Governo deve accompagnare la ripresa produttiva. Serve un piano strategico nazionale per la siderurgia che definisca il fabbisogno di acciaio in Italia e in Europa. Lo Stato deve svolgere un ruolo attivo per favorire la ripresa produttiva nella siderurgia». Massimo Braccini, segretario regionale Fiom-Cgil sollecita il governo ma soprattutto Jindal a presentare un piano «vero, credibile e realizzabile»

«Le acciaierie devono essere inserite nel quadro di imprese strategiche nazionali ed europee. A Piombino vi sono tutte le professionalità e le competenze per produrre acciaio. Bisogna costruire un polo integrato, così come era previsto da alcuni progetti prima della crisi del 2008».Secondo Braccini è il momento di decidere che cosa si vuole produrre e come. «Gli stabilimenti necessitano di molti investimenti, ambientali, di ammodernamento degli impianti e innovazioni di prodotto». Ed essendo un settore ad elevata intensità energetica, abbisogna di misure a sostegno. «Non è vietato pensare anche ad un impegno diretto dello Stato nelle società, siamo in una fase inedita ed il ruolo pubblico va ripensato, lasciare completamente tutto in mano ai privati ed al libero mercato non è stata la soluzione ai problemi».

Una soluzione condivisa da molti e sul tavolo della trattativa. «La crisi della siderurgia va avanti da anni in Europa ed in Italia, la concorrenza con altri Paesi è pesante, ma non possiamo seguire modelli industriali già applicati altrove - dice Braccini - e fondati sul basso costo del lavoro, sulla mancanza di tutele dei lavoratori e sull’assenza di vincoli ambientali». Al contrario, serve una crescita ecocompatibile, modernizzazione degli impianti, produzioni di qualità e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. «I lavoratori hanno fatto molti sacrifici, la Regione ha investito nell’area industriale e Jindal rispetti gli impegni. Piombino deve tornare a produrre acciaio. Se non vi saranno risposte in tempi brevi, valuteremo quali iniziative proclamare. Il 10 giugno saremo a Piombino all’incontro con la sottosegretaria Morani». —



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