Gioco
Patuanelli: «Un ruolo attivo dello Stato per gli investimenti necessari in Jsw»
Il ministro conferma l’impegno del Governo, Jindal annuncia un piano-ponte in due settimane. Protesta Ferrari, escluso dal tavolo
Cristiano Lozito/PIOMBINO
Sajjan Jindal incassa il sostegno formale del Governo, per bocca del ministro Stefano Patuanelli, in almeno due delle questioni nodali del progetto Jsw per Piombino: un aiuto economico per gli investimenti – non più rinviabili, pena la fine di qualsiasi progetto – e un provvedimento per avere energia a un costo sostenibile. Annunci certo, mai però così netti nelle parole, a cui Jindal risponde con l’impegno a presentare «un piano industriale in due settimane». In realtà, come poi ha precisato Enrico Rossi, si tratterà di un piano-ponte, una specie di preliminare al piano industriale che pochi giorni fa Jindal aveva posticipato di un anno.
Molti gli elementi d’interesse usciti dal confronto di ieri in videoconferenza a cui hanno partecipato oltre al titolare del Mise e a Jindal, presidente del gruppo Jsw, i sottosegretari Alessia Morani e Alessandra Todde, il presidente della Regione Enrico Rossi e il presidente e Ad di Jsw Italy, Virendar Bubbar. Morani, che ha la delega sulla crisi piombinese, sarà in città mercoledì prossimo per visitare lo stabilimento e incontrare i sindacati.
«È stato un confronto collaborativo e costruttivo – si legge in una nota diffusa dal Mise – che ha consentito di delineare un percorso condiviso che garantisca i lavoratori e il prosieguo delle attività produttive a Piombino, anche in conseguenza dell’emergenza Covid che ha reso ancora più complessa la situazione dell’intero settore nazionale e internazionale dell’acciaio».
Parole sì, ma pesanti, quelle spese da Patuanelli, secondo cui «anche le acciaierie di Piombino si inseriscono nell’ambito del piano allo studio del Governo per supportare un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile in Italia».
«Per questo motivo, – si legge nella nota del Mise – il Ministro ha manifestato la disponibilità ad agevolare la ripresa produttiva del sito e ad accompagnare gli investimenti necessari all’ammodernamento degli impianti anche prevedendo un possibile ruolo attivo dello Stato». Un ruolo attivo che potrebbe essere affidato, come s’immagina per l’Ilva di Taranto, a Cassa depositi e prestiti. «Nel pacchetto degli interventi che andranno definiti alla luce del nuovo piano industriale – prosegue la nota – entreranno misure per modernizzare lo stabilimento di Piombino, garantendo all’azienda la liquidità necessaria per la produzione e gli investimenti, la definizione di un costo dell’energia più funzionale alla sostenibilità economica dell’acciaieria toscana. A questi strumenti si aggiungeranno quelli collegati al nuovo Accordo di programma nel quale rientrano gli interventi su logistica, infrastrutture e ambiente».
Il Comune , «il soggetto che più di ogni altro è direttamente interessato dalla vicenda e che deve essere invitato ai tavoli dove si decide il suo futuro», ha protestato per l’esclusione dal confronto di ieri, giudicandola legata, per bocca del sindaco Francesco Ferrari, «al cambio di atteggiamento. Dalla posizione silente, remissiva e servile della precedente amministrazione la giunta lotta ora convintamente per essere protagonista nella riscrittura del futuro del territorio. E forse non è stato apprezzato che questa Amministrazione si sia espressa in maniera chiara e ferma stigmatizzando l’ennesimo rinvio del piano industriale. Chiediamo a Jsw e a tutte le istituzioni di essere presenti e risolutivi».
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