Gioco
Guerra ai piccioni Ordinanza “vaga” per Enpa nazionale si può annullare
Brutti: «Documento impreciso e generico sugli animali» Il sindaco Pasquini: «L’obiettivo è far star bene tutti»
Cecilia Cecchi /suvereto
Divieto di allevare volatili nel centro storico. Trasloco altrove con pulizia e igienizzazione di dove stanno e delle gabbie. Sanzioni amministrative da 50 a 500 euro. Tutto nell’ordinanza firmata dal sindaco di Suvereto il 18 maggio.
E il tempo corre: termine ultimo da rispettare, 30 giorni. Ma restano le proteste e le preoccupazioni di quanti hanno a cuore il benessere delle persone tanto quanto quello degli animali: avendo ben presenti le due lettere dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest che sottolineano come la quantità di piccioni – qui – ha assunto livelli tali da destare preoccupazione per il potenziale pericolo igienico sanitario.
Dunque via i piccioni. Ma sugli interventi previsti e sulle terminologie dell’ordinanza interviene, da Roma, Andrea Brutti responsabile Enpa fauna selvatica: «Nel provedimento – dice – si stabilisce il divieto assoluto di “detenere e allevare piccioni e altri volatili infestanti, nel centro storico” e proprio per questo risulta debole come mi hanno confermato anche i legali Enpa... Impeciso perché da indicazioni vaghe. Anzi l’ordinanza risulta generica proprio sui piccioni, quali piccioni? Di allevamento o selvatici? Poi altre specie infestanti, ma quali... Potrei avere dei ratti come animali domestici che comunque sempre ratti sono, quindi? – prosegue Andrea Brutti – L’ordinanza poteva essere fatta per esortare a controlli specifici sulla situazione igienico sanitaria di chi ha le voliere; in proposito sono chiari gli standard igienico sanitari previsti dalla legge che dev’essere rispettata».
Insomma senza chiarezza. «Non si può – aggiunge Andrea Brutti – impedire a una persona di avere animali, che sia pure lo scoiattolo grigio, specie invasiva, ma che sta bene in quella casa, nel suo spazio adeguato... Insomma nevessario valutare caso per caso tramite controlli in collaborazione con Asl che gli animali siano tenuti bene nel rispetto della loro salute e della nostra, secondo quelle che sono le normative vigenti a partire dai regolamenti regionali...Altrimenti? – conferma – L’ordinanza resta impugnabile e su più punti».
Per il sindaco Jessica Paquini «il documento va esaminato a fondo – ricorda – Il sindaco emette un’ordinanza dopo un lungo lavoro di preparazione. Fermo restando che Suvereto ha un regolamento che tutela gli animali. Non si sta parlando di un divieto in assoluto ma si circoscrive un’area dove abitano, vivono, lavorano cittadini che hanno diritto alla salubrità degli spazi. Dopo mesi di tentativi di soluzione, di documentazioni fotografiche, sopralluoghi, documentazionr Asl – continua Pasquini – ci siamo resi cono che la situazione era ormai fortemente compromessa». Succede che i piccioni vengano trovati morti, proprio nel centro storico, e ci sono denunce per l’uso del mangime misto a veleno. «Stiamo cercando soluzioni per il bene di tutti – sottolinea il sindaco – Non stiamo dicendo di abbandonare gli animali, ma che i tanti piccioni qui provocano problemi di salute. L’avvelenamento? Azioni da condannare e che devono essere evitate. Utilizzimo gli strumenti che abbiamo a disposizione dialogando con tutti. Se l’ordinanza ha problemi di forma avremo modo di parlarne. Gli animali devono essere trattati bene, le persone devono stare bene e l’ordinanza non è un fulmine a ciel sereno contro gli animali». Qualche giorno ancora, poi ci siamo. Da vedere che succede. –
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