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L'ANNUNCIO

Il ministro Patuanelli: pronti a un ruolo attivo dello Stato nelle acciaierie di Piombino

Il ministro Patuanelli: pronti a un ruolo attivo dello Stato nelle acciaierie di Piombino

Il governo in campo per "agevolare la ripresa produttiva anche prevedendo un possibile ruolo attivo dello Stato". La nota del Mise al termine di una videoconferenza tra il governo, la Regione e il presidente del gruppo JSK Sajjan Jindal

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Il Governo e il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli lavorano a un piano speciale per l'industria dell'acciaio che porti a un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile. Questo modello comprenderà anche l'acciaieria di Piombino, ex Lucchini passata alla JSW Italy della famiglia Jindal, e vedrà lo Stato pronto a un "ruolo attivo" in questa transazione.

Il ministro Patuanelli, Sajjan Jindal, presidente del gruppo JSW, i sottosegretari Alessia Morani e Alessandra Todde, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il Presidente e Ad di JSW Italy Virendar Bubbar hanno avuto un incontro in videoconferenza in vista del nuovo piano industriale che il gruppo siderurgico presenterà fra due settimane. 

"Anche le acciaierie di Piombino si inseriscono nell'ambito del piano allo studio del Governo per supportare un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile in Italia" ha detto Patuanelli sottolineando la volontà di  "agevolare la ripresa produttiva del sito" accompagnando "gli investimenti necessari all'ammodernamento degli impianti anche prevedendo un possibile ruolo attivo dello Stato". 

All'azienda sarà garantita "la liquidità necessaria per la produzione e gli investimenti la definizione di un costo dell'energia più funzionale alla sostenibilità economica dell'acciaieria toscana" si legge in una nota del Mise diffusa al termine del Tavolo virtuale. A questi strumenti si aggiungeranno quelli collegati al nuovo accordo di programma nel quale rientrano gli interventi in tema di logistica, infrastrutture e ambiente. JWS Italy, da parte sua, indicherà nel nuovo piano industriale un pacchetto di interventi per la modernizzazione dello stabilimento.

LA REAZIONE DEI SINDACATI

"Non è più il momento di perdere tempo in tatticismi e strategie, lo stabilimento ed i lavoratori non possono più sopportarlo, è necessario che l'imprenditore ed il governo, con le sue massime autorità, delineino e lavorino fianco a fianco per tornare a dare un futuro al secondo polo siderurgico italiano". Così le segreterie livornesi di Fim, Fiom e Uilm commentano l'esito dell'incontro in videoconferenza sull'acciaieria Jsw Steel Piombino a cui hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e Sajjan Jindal, presidente del gruppo Jsw.

Per i sindacati "occorre finalmente un percorso complessivo che garantisca tutti i lavoratori coinvolti ed il proseguo delle attività produttive a Piombino, come dichiarato oggi dal ministro, partendo con modernizzare gli impianti, tornare a produrre acciaio in maniera ecocompatibile e garantire la liquidità necessaria alla realizzazione dell'intero piano industriale".

Fim, Fiom e Uilm esprimono dunque "un giudizio positivo" sulle dichiarazioni di Patuanelli riguardo a "un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile", ma accolgono "con estrema prudenza" le dichiarazioni di Jindal secondo cui "entro due settimane sarà in grado di presentare il nuovo piano industriale per Jsw Steel Italy, soprattutto dopo le notizie trapelate nei giorni scorsi in cui era emersa una richiesta del gruppo di una proroga di dodici mesi".

IL SINDACO DI PIOMBINO PROTESTA: NOI ESCLUSI

"Spiace scoprire da fonti giornalistiche che il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli abbia incontrato oggi Sajjan Jindal, presidente del gruppo Jsw, per un confronto sul futuro produttivo del sito siderurgico di Piombino". Così, in una nota, il sindaco di Piombino (Livorno) Francesco Ferrari.

"Spiace scoprire che a quel tavolo non sia stato invitato il Comune di Piombino - prosegue Ferrari -, il soggetto che più di ogni altro è direttamente interessato dalla vicenda. Ci siamo chiesti il perch di questa esclusione e non possiamo non pensare che il motivo non sia legato al cambiamento di atteggiamento della città di Piombino: dalla posizione silente, remissiva e servile della precedente amministrazione, la giunta Ferrari lotta ora convintamente perché vuole essere protagonista nella riscrittura del futuro del territorio". 

Per il primo cittadino, "forse non è stato apprezzato particolarmente che questa amministrazione si sia espressa in maniera molto chiara e ferma stigmatizzando l'ennesimo rinvio di un ulteriore anno per il piano industriale".

"Riteniamo corretto - conclude Ferrari - che il Comune di Piombino sia presente ai tavoli dove viene discusso il futuro industriale del territorio non solo per tradizionale garbo istituzionale ma, soprattutto, per il rispetto che deve essere tenuto ai lavoratori, diretti e dell'indotto, la cui sopravvivenza è drammaticamente legata alle decisioni di quei consessi".

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di Redazione web