Il Tirreno

Elba, paradiso da esplorare
lo spettacolo della natura  

L’Elba si riapre ai turisti e svela la sua veste colorata da migliaia di fioriture

Stefano Bramanti
L’Elba si riapre ai turisti e svela la sua veste colorata da migliaia di fioriture

Dai capperi, all’elicriso, fino alla cineraria e al fiordaliso sui pendii del Volterraio. Tante le meraviglie immortalate dal fotografo naturalista Antonello Marchese

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PORTOFERRAIO. Tutto pronto per il 3 giugno. L'Elba, come il resto d'Italia, proverà a tornare alla normalità - pandemia permettendo - e potrà accogliere chiunque. Chi approderà troverà un'isola in cui, alla faccia dei crucci degli umani, la natura ha apparecchiato valli, colline e il Capanne, con mille fioriture grazie alla sua terra ricca di oltre 150 specie di minerali. E chi meglio del fotografo e naturalista Antonello Marchese sa descrivere questi aspetti? «Costretti a casa – dice l'esperto – non ci siamo goduti le fasi primaverili, ma avvicinandosi all'estate si possono apprezzare alcuni importanti endemismi elbani e dell'Arcipelago.

Spettacolari sono i fiori gialli dei cuscini spinosi della Genista desoleana, che all’Elba vengono chiamate le prunelle o cuscini delle suocere, ancora in fiore nell’area del Capanne, più elevata nella parte nord più fresca, come il sentiero che porta dal santuario della Madonna del Monte al vecchio semaforo della Marina militare di Campo alle Serre».

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I cespugli bassi e spinosi sono coperti di migliaia di fiori gialli, segnala Marchese, e nei picchi del monte c'è ancora l’endemica Viola corsica ilvensis che si difende crescendo tra le fronde spinose delle prunelle. Invece al Volterraio, il rudere del castello medievale che guarda Portoferraio, ma anche verso Porto Azzurro, l'altro santuario della Madonna del Monserrato, quest’ultimo più facilmente raggiungibile a piedi, si può godere del fiordaliso dell’Elba (Centaurea aethaliae). «Le piante spuntano dalla nuda roccia, – precisa il fotografo e guida ambientale – abbarbicate alle fessure dei diaspri rossicci, presentando adesso numerosi fiori tra il rosa e il purpureo. E ancora fiorita è la Linaiola dell’Arcipelago (Linaria Capraria) piccola bocca di leone dalla fioritura tra il violetto e il celeste screziato di bianco. Esiste sulle rocce laviche di Capraia ma anche sulle mura della fortezza medicea di Portoferraio. E come non dire della Cineraria o Jacobae maritima, nella costa nord centrale di Capo Bianco».

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E suggerisce Marchese di camminare tra le fortezze medicee o attraverso il centro storico di Portoferraio, oppure intorno al Forte San Giacomo di Porto Azzurro, verso sera si noteranno le fioriture dei capperi (Capparis spinosa), pianta che unisce bellezza e gusto nei suoi fiori che si aprono dal tramonto con un delicato bianco screziato di viola. Lo sapevano le signore di una volta: facevano il giro delle fortezze, prima che il bocciolo fiorale si aprisse, per conservare poi i gustosi capperi sotto sale. «Ancora per gli amanti del mare e delle coste – conclude – è in fiore il bel papavero giallo delle sabbie (Glaucium flavum) dalle foglie verde chiaro, quasi grigio, con le corolle formate da quattro petali intensamente gialli che preannunciano l’estate, amante dei luoghi più assolati e caldi a ridosso dei nostri lidi e perciò spesso minacciato dal calpestio dei bagnanti, mentre sta preparando la fioritura l’Elicriso (Helichrysum litoreum), dall’intenso aroma che emana dalle piccole fronde argentee.

A breve i cespuglietti si copriranno di tanti piccoli fiori tra il giallo e l’arancio, mille piccoli soli d’oro, come ci ricorda il nome della pianta, appunto dal greco Helios (sole) e Chrysos (oro)». Chi vuole approfondire contatti l'esperto (cell 340 5741463) o chieda nelle librerie le sue pubblicazioni sulla natura dell'Arcipelago toscano. 

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