La protesta
Enzo Papi, l’ultimo pescatore di Baratti «Dove metto gli attrezzi?»
PIOMBINO
Ottantaquattro anni, in gran parte trascorsi in mare. Pescatore professionista da una quarantina. Enzo Papi vive in simbiosi con Baratti. E’ da lì che a bordo del Boss arriva e parte anche adesso.
A Baratti lo conoscono un po’ tutti. «Tanti si può dire che li abbia visti nascere», racconta. E aggiunge che prima si trovava meglio in quel contesto. «La gente cambia, c’è più egoismo e più cattiveria», commenta.
Papi spiega il motivo per cui si è rivolto al Tirreno. Parte da una battaglia persa. Con il progetto di riordino della zona, le baracche per gli attrezzi appannaggio dei campi boe e dei pescatori sono state eliminate per lasciare il posto ai manufatti di cui si sta parlando anche in questi giorni.
Inizialmente ne erano previsti 5. Quattro per i campi-boe e uno per i pescatori. «Che poi sono rimasto solo io. Alla fine i magazzini sono scesi a 4 ed è stato eliminato proprio quello che avrei dovuto usare», racconta l’uomo. Che afferma di aver avuto nel tempo rassicurazioni e “pezzi di carta” in cui si stabiliva quel diritto.
Ha provato a vederlo riconosciuto, quel diritto. Incontri in Comune fin dalla precedente amministrazione e relativi tecnici, proseguiti con la nuova. «Ho un caratteraccio, mi sono anche arrabbiato. Specie quando mi hanno detto che io avrei rinunciato. Figuriamoci se è vero. Ho chiesto dove avrei dovuto tenerli gli attrezzi. Non mi sono state prospettate soluzioni».
E così, Papi si dice costretto a tenere le reti in quattro tinozze che lascia sul pontile. «Un pontile malmesso, che - aggiunge - avrebbe bisogno di essere sistemato vista la mole dei passaggi, soprattutto in estate, e di un controllo approfondito».
Il pescatore accenna a «qualche dispetto ricevuto». Dice che da ottobre la situazione si è complicata «perchè con i lavori delle quattro strutture è stato bloccato il passaggio. Per arrivare al pontile si va a piedi. E io, quando il meteo me lo permette, alla barca ci arrivo dal mare e carico le reti a bordo».
Parla di un clima ostile. Poi passa all’ironia: «Magari speravano che alla mia età il virus mi facesse fuori. E invece no. Sono ancora qui a chiedere il rispetto dei miei diritti, già parecchio calpestati. Resta comunque una domanda: io le reti devo portarmele a casa?» —
V.P.
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