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«Il governo sfratti Jsw, acciaio da nazionalizzare»

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PIOMBINO

Jindal se ne vada. La richiesta è di Camping Cig che la formula dopo aver appreso che Jsw Steel Italy chiede ancora un anno per la presentazione del piano industriale per il sito di Piombino.

L’associazione ritiene che se così fosse, «si prolungherebbe il danno di una inutile attesa di investimenti che non arrivano, mentre si assiste alla obsolescenza degli impianti e alla segnalazione di episodi dovuti alla conseguente pericolosità. L’immobilità ci danneggia e ostacola la diversificazione. Per questo siamo convinti che la multinazionale se ne debba andare da Piombino. Il Governo dia lo sfratto a Jsw».

Per Camping Cig lo Stato deve riprendere subito la guida dei settori strategici dell’economia nazionale, acciaio incluso, «nazionalizzando i nodi produttivi fondamentali secondo un piano siderurgico nazionale. Ingenti finanziamenti pubblici si stanno mettendo in movimento in funzione anti-crisi post-Covid. A Piombino, Area di crisi complessa e Sin, lo Stato renda compatibile una nuova Siderurgia, ricompattata, moderna ed ecocompatibile, con un Piano di rinascita economica della Val di Cornia».

L’elenco è fatto di potenziamento infrastrutturale, bonifiche, diversificazione economica, valorizzazione delle potenzialità naturali e storiche del territorio. E ancora, «sostegno al reddito per tutte le categorie nel periodo di transizione. È un futuro possibile, dove c’è spazio e lavoro per tutti. Ma i lavoratori, i cittadini devono assolutamente tornare protagonisti per ridare voce alla “Piombino dimenticata”. Solo una mobilitazione unitaria e incisiva, a partire da forti mobilitazioni dei sindacati, sino al blocco della fabbrica entro il 3 giugno, ci può salvare dal baratro. Il momento è adesso». —

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