Il Tirreno

IL FUTURO DELLE ACCIAIERIE 

Jsw prende tempo ma Ferrari non si fida «Niente proroghe, voglio subito soluzioni»

Cristiano Lozito/PIOMBINO

Il presidente Bubbar rinnova l’impegno, però «del futuro si discuterà dopo il confronto Patuanelli-Jindal»

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Cristiano Lozito/PIOMBINO

Il sindaco Francesco Ferrari tiene il punto: in videoconferenza col presidente di Jsw Italy, Virendar Bubbar, ieri mattina ha ribadito la sua assoluta contrarietà alla richiesta di Jsw di posticipare di un altro anno la presentazione del piano industriale.

Per dire del clima tra le parti, al termine del confronto Jsw ha diffuso una nota in cui parlava di «incontro cordiale», in cui «il presidente Bubbar ha confermato il legame con la città e rinnovato l’interesse dell’azienda a costruire un dialogo positivo e propositivo», spiegando che «la discussione sul futuro è stata rinviata alla prima settimana di giugno, subito dopo il confronto del giorno 3, tra il presidente Sajjan Jindal e il titolare del Mise, Stefano Patuanelli».

Ma a stretto giro di posta è arrivata una nota del sindaco a spazzare via l’idea che la videoconferenza, chiesta da Ferrari «per avere chiarimenti sulla volontà dell’azienda dopo la richiesta dell’ennesimo rinvio del piano industriale», avesse contribuito ad allentare la tensione. Il sindaco infatti spiega di aver «ribadito punto per punto la nostra posizione e, soprattutto, ho detto loro quanto sia irricevibile la richiesta di procrastinazione di ulteriori 12 mesi», sostenendo anche che «l’Amministrazione ha a cuore la città e con essa la realtà siderurgica e, per questo, siamo impegnati a combattere senza fare sconti a nessuno. Piombino non può permettersi il lusso di aspettare ancora: chiediamo una soluzione e la chiediamo subito».

L’azienda da parte sua rimanda alla «crisi internazionale determinata dagli effetti Covid-19», tali da imporre «riflessioni che prendano atto dei cambiamenti a livello globale. Nel clima di oggettiva difficoltà, non è mai venuta meno nella fabbrica di Piombino la volontà di guardare al futuro attivando tutte le possibili azioni volte a tutelare i dipendenti e l’azienda».

Se dunque il tema del piano non viene sfiorato, Jsw prova a spiegare il suo impegno dal punto di vista produttivo e commerciale citando i dati di marzo, con la spedizione di «56.921 tonnellate di cui 41.427 rotaie, legate alla filiera della manutenzione per trasporto pubblico, e 15.494 prodotti lunghi in acciai speciali. In questo modo – prosegue la nota – è stato possibile garantire manutenzione e ripristini alle linee dell’alta velocità di Rfi e delle reti ferroviarie di Croazia, Svizzera e Olanda nonché delle reti metropolitane di Milano e Barcellona».

Ma il problema resta sempre quello di un piano industriale continuamente rimandato nonostante la realizzazione di un’acciaieria elettrica sia indispensabile in modo evidente per dare un orizzonte allo stabilimento. Del resto se pare sempre più difficile che Jindal in questa fase faccia da solo l’investimento, l’ipotesi di un ingresso in società del Governo con Cassa depositi e prestiti (oppure di Rfi) secondo Enrico Rossi non gli sarebbe sgradita.Forse da qui partirà il confronto del 3 giugno tra Patuanelli e il patron di Jsw. —

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