Toscana
Comune unico, nuova proposta di legge depositata in Regione
PORTOFERRAIO
È la società civile elbana a riavviare il dibattito sull’istituzione del Comune unico dell’Elba. Nei giorni scorsi i promotori aderenti al comitato “Elba in Comune” hanno depositato in Regione la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del comune dell’Isola d’Elba mediante fusione dei sette comuni esistenti e hanno chiesto un incontro a breve con il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani.
«Siamo imprenditori e liberi professionisti che hanno superato gli steccati della vecchia politica per il bene dell’Elba», spiega Stefano Martinenghi, titolare del complesso turistico balneare Barbatoja di Fetovaia, primo firmatario della proposta di legge con Michele Mazzarri, titolare di iniziative prevenzione, Massimo Correani, titolare di Sos Ambiente di Porto Azzurro, Valter Giuliani, presidente di Elba Taste, Pietro Murzi, titolare dell’agenzia Unipol Sai, Franca Rosso, titolare di Ozono Health & Beauty – Igiene Service srl, Antonio Arrighi, titolare dell’omonima azienda agricola e vinicola, Guido Allori, titolare dell’omonima azienda agricola e vinicola di Lacona. Spiega il primo firmatario Martinenghi: «Ho chiesto a nome del comitato un incontro al presidente del consiglio regionale Giani, facendogli presente che se l’iter di approvazione della proposta di legge, dal deposito alla decretazione della data di svolgimento del referendum, si concluderà in 106 giorni come nel caso precedente del 2012 – dunque a settembre, prima dello scioglimento del consiglio per le elezioni d’autunno – la comunità Elbana ne terrà conto». Il referendum per il Comune unico all’Elba c’è stato nel 2013 e si concluse con una netta vittoria del No. Ecco l’iter: la proposta viene presentata al presidente del consiglio regionale. L’ufficio legislativo effettua l’istruttoria tecnica, a seguito della quale il Presidente dichiara se essa può avere corso (dichiarazione di procedibilità), entro 30 giorni dalla presentazione. In caso positivo, i proponenti possono stampare in proprio e far vidimare i moduli per raccogliere le firme (5mila). –
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