Il Tirreno

consiglio di fabbrica 

Cresce la preoccupazione «Subito il tavolo per Piombino»

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PIOMBINO

Dopo il blocco, primo consiglio di fabbrica Jsw e Logistics in presenza, ieri nel capannone dell’ex Dup per garantire il distanziamento necessario. Alla fine, un lungo comunicato di Fim, Fiom e Uilm in cui non c’è traccia della richiesta di nuovo slittamento del piano, un anno, reso noto dal sindaco. I sindacati ne erano all’oscuro. E il loro documento evidentemente ne risente. Perchè mentre invocano un cambio di passo, ecco un’altra tegola.

«Sono scaduti gli ulteriori 4 mesi richiesti da Jsw a tutte le Istituzioni - si legge, infatti - per presentare la seconda fase del progetto. L’emergenza sanitaria non ha aiutato, ma le condizioni dello stabilimento non permettono più a nessuno di perdere altro tempo, senza dimenticare che il 23 luglio scadrà il periodo di monitoraggio di cui avevamo già richiesto al Ministero il proseguimento», si legge nella nota sindacale.

Viene sottolineata la solita necessità di passare dalle parole ai fatti «con immediate azioni e risorse per garantire le semplici attività quotidiane». Diversi passaggi ritornano alla relazione trimestrale di febbraio in cui il gruppo richiamava a «investimenti per il rewamping dei treni e della Gsi in tempi ristrettissimi per poter stare sul mercato. E dichiarava anche un margine operativo trimestrale negativo di 9 milioni.

I sindacati lo leggono come «segno evidente che se si vuole continuare ad avere un futuro non è più possibile rimandare gli investimenti nell'acciaieria elettrica che renderebbero lo stabilimento finalmente di nuovo autonomo».

Per evitare «un disastro annunciato», Fim, Fiom e Uilm chiedono un intervento temporaneo di Cassa depositi e prestiti, reso possibile dall’ultimo Dpcm. Opportunità che per i delegati dovrebbe essere finalizzata agli investimenti sull'acciaieria elettrica.

«Le dichiarazioni del ministro Stefano Patuanelli sulla necessità di un "Piano Nazionale per proteggere la Siderurgia", da lui stesso ritenuta strategica, - si aggiunge - devono trasformarsi in azioni concrete, partendo dal convocare il tavolo della Vertenza Jsw. L’esecutivo definisca una strategia comune ed un piano complessivo per le vertenze di Piombino, Taranto, Genova, Trieste e Terni, che lo impegni a deliberare leggi ad hoc per proteggere tutta la siderurgia italiana. Da subito ci attiveremo per portare le richieste ai tavoli del Prefetto, del Commissario Piero Nardi, della Regione, del Comunee delle Istituzioni nazionali».

Quindi, si sollecita un confronto con le segreterie nazionali appena lo spostamento tra regioni sarà consentito. Amarezza viene espressa per aver appreso dai media del confronto tra rappresentanti Jsw e il Sottosegretario Alessia Morani che si era impegnata ad aggiornare le parti sociali e ad incontrarle.

Infine, giudizio positivo sul confronto in videoconferenza del 3 tra Sajjan Jindal ed il ministro Patuanelli «che dovrà essere immediatamente seguito dalla convocazione al Ministero richiesta da Fim-Fiom-Uilm nazionali».

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