Italia
L’ospedale affronta la fase 2 con carenze di personale
Il sindaco Zini: «Servono incentivi per chi deve venire a lavorare all’Elba» Avviato il bando di concorso per il primario del reparto di chirurgia
PORTOFERRAIO
La sanità elbana si prepara ad affrontare la fase 2 con una riorganizzazione dell’ospedale e dei servizi territoriali. Conclusa la fase 1 avendo mantenuto l’ospedale No Covid con un’azione mirata sul territorio e con un’attività di screening spinta, ora s’apre il percorso nella direzione di riportare la struttura ospedaliera alla fase ante Covid-19 tenendo però presente che il virus c’è ancora e che si potrebbe presentare la necessità di gestire ulteriori casi di positività.
Si torna quindi all’attività ordinaria con la riapertura dei reparti (smantellamento del reparto multidisciplinare) la programmazione ambulatoriale e della diagnostica. Resta, però, il problema della disponibilità del personale, soprattutto infermieristico, «perché – spiega Angelo Zini, presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità – dovendo mantenere in piedi una serie di percorsi legati al Covid-19 questi assorbono una parte del personale addetta all’ordinarietà e che in questo momento non c’è. Le nuove unità arrivate non sono sufficienti. Arriveranno però nuovi medici e infermieri per la stagione estiva e almeno questo faciliterà il percorso».
Fuori dall’ospedale resterà la tenda pre triage, mentre il cosiddetto reparto bolla tornerà a essere ospedale di continuità con la previsione di un incremento dei posti letto. Tutto questo sarà possibile se la struttura riuscirà a ottenere un macchinario che processa i tamponi in poco più di 50 minuti. È già in uso in altri ospedali ed è stato richiesto per l’Elba con un impegno di spesa di circa 2 mila euro per il canone di noleggio annuale.
«Il problema non è la spesa ma il fatto che che queste macchine devono essere ordinate – annuncia Zini – La prossima disponibile comunque arriverà a Portoferraio».
È veloce nella risposta e questo vuol dire che se arriva un sospetto al pre triag, con l’esito del tampone che arriva in meno di un’ora si capisce immediatamente, in caso di positività, se trasferirlo o gestirlo a casa.
«Questo vorrebbe dire poter ridefinire il reparto bolla – spiega Zini – liberare personale e dare il messaggio che sull’Elba c’è un’organizzazione che consente di dare risposte veloci rispetto a casi sospetti».
Ristabilita l’ordinarietà si inizia a ragionare su un nuovo modello di organizzazione. «L’ospedale deve ripartire dal pre Covid – spiega – mantenendo le due unità complesse di chirurgia e medicina. Per la chirurgia è già partito il bando di concorso per il primario».
Tra meno di un mese entrerà in funzione anche il nuovo pronto soccorso. Il primo paziente potrà varcare la soglia alle otto del 24 giugno, stesso giorno in cui entrerà in funzione anche al nuova camera iperbarica. Resta il problema del personale che secondo Zini «va affrontato valutando l’utilizzo delle risorse del progetto Elba, definendo incentivi per chi viene all’Elba». Di pari passo andrà avanti il progetto della foresteria, «che sarà realizzata nell’immobile in Via Carducci – spiega il sindaco – ma non sarà pronta fino all’estate 2021, mentre per quest’estate sarà mantenuta la convenzione con un albergo. Queste proposte – conclude – come anche la questione della terapia intensiva e della validità dei servizi sul territorio, sono tutte in discussione al tavolo della conferenza dei sindaci». —
antonella danesi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
