Il Tirreno

la petizione per l’area marina protetta 

Il Cigno Verde nazionale in campo per l’Amp, obiettivo 10mila firme

Il Cigno Verde nazionale in campo per l’Amp, obiettivo 10mila firme

Legambiente spiega i vantaggi  conseguenti all’istituzione: «Così creiamo prosperità  per i cittadini di oggi  e per le generazioni a venire»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO

Dopo che, in occasione della Giornata europea dei Parchi, Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente, la aveva messa tra le aree protette da istituire per prime tra quelle «che stanno in un limbo e sono in un luogo istituzionale, per colpa di istituzioni che non decidono o sono incagliate in procedimenti istitutivi troppo macchinosi», anche Legambiente nazionale aderisce e chiede di firmare la petizione per l’istituzione dell’Area marina protetta dell’Arcipelago toscano che su change.org ha ormai raggiunto le 5.000 firme – il primo obiettivo dei promotori - e ormai si punta decisamente a raggiungere le 10.000.

Legambiente, che ripubblica il bellissimo video che accompagna la petizione, sottolinea che «istituire un’Area marina protetta significa creare prosperità per i cittadini di oggi e per le generazioni a venire. Vuol dire difendere la bellezza del nostro Paese. La nostra immensa ricchezza. L’istituzione dell’Area marina protetta nell’Arcipelago toscano proteggerebbe risorse ambientali fondamentali mitigando il forte impatto antropico che rischia di compromettere la salute e l’economia di questi territori. E privare ognuno di noi di un futuro sostenibile».

Per Legambiente istituire L’Area marina protetta è la soluzione «per coniugare benessere ambientale ed economico, – spiega Il Cigno Verde – portando a un ripopolamento ittico e quindi a un incremento del pescato a medio/lungo termine e a un aumento dell’attrattiva turistica. La sensibilità verso la tutela dell’ambiente e la crisi che i comuni costieri toscani dovranno affrontare a seguito del CoVid-19, chiedono alle istituzioni scelte coraggiose che contribuiscano al rilancio dei territori e al benessere di tutti i cittadini residenti, dei turisti, degli abitanti dei comuni limitrofi. Studi fatti da biologi ed economisti italiani dimostrano come l’indotto dei territori costieri dipenda in buona parte dalla condizione dei mari, a partire dalle attività più strettamente correlate con la sua fruizione (centri di immersione, diporto, pesca, operatori balneari) a quelle che ne beneficiano di riflesso (alberghi, ristoranti, bar, commercianti, noleggio natanti, ecc.). Le esperienze di Aree Marine Protette precedentemente istituite dimostrano come, quando gestite bene, queste possano fare aumentare il capitale della pesca da 5 a 10 volte (si veda questo studio di Enric Sala). L’Amp proteggerebbe risorse ambientali fondamentali, regolamentandone sapientemente l'uso in modo che diventino un patrimonio per il presente e per le generazioni future». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web