Il Tirreno

ospedale, il sindacato Fials all’attacco 

«L’Asl fa ricorso agli accorpamenti perché ha ridotto l’organico all’osso»

«L’Asl fa ricorso agli accorpamenti perché ha ridotto l’organico all’osso»

Il segretario Ferrucci: «Tutta la programmazione va rivista, questo personale non basta con il nuovo pronto soccorso»

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PORTOFERRAIO

«Un progetto serio, concreto e integrato tra ospedale e territorio, dove le attività territoriali siano potenziate mettendo fine alla attuale precarietà». È quello che chiede il sindacato autonomo Fials per potenziare la sanità dell’isola d’Elba. Il segretario provinciale Massimo Ferrucci prende posizione riguardo alla possibile creazione di una grande ed unica area di degenza. «Abbiamo a in varie occasioni manifestato la nostra contrarietà a progetti per la zona Elbana che poi si sono concretizzati in riorganizzazioni che hanno nel corso del tempo ridotto il numero dei posti letto e le attività sanitarie – spiegano da Fials – Abbiamo contestato gli accorpamenti di unità operative e servizi istituiti con il modello per intensità di cura. In una fase più recente è stato approvato il piano di programmazione 2018/2019 all’unanimità dalla conferenza dei sindaci aziendale, definendo per la zona elbana scelte che hanno prodotto effetti negativi sui servizi». Fials fa notare come nell’atto di programmazione era prevista a pagina 42 l’area unica di degenza per intensità di cura: «Tale documento è stato condiviso dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil – attaccano dal Fials – e pertanto siamo in presenza della solita mistificazione quando una delle sigle confederali chiede alla Usl di evitare che l’assetto attuale dell’area multidisciplinare della degenza dove si trovano medicina, chirurgia e altre unità operative divenga definitivo».

Per il sindacato autonomo occorre rivisitare la programmazione sanitaria. «La sfida del futuro – spiega Ferrucci – come ci ha insegnato la pandemia, si basa su l’incremento della prestazioni di prevenzione e cura delle strutture territoriali. Per l’ospedale è indispensabile implementare le attività e il numero dei posti letto. Le prestazioni di ortopedia e di chirurgia generale debbono essere incrementate; per l’ortopedia non è possibile continuare con le attuali carenze di personale medico nell’ambito di una relazione complicata con l’ospedale di Piombino ed analogamente una attenzione particolare deve essere posta all’area delle specialistiche e delle reti “tempo dipendenti”, esempio per le emergenze per l’ictus e per quelle cardiologiche per come sono inserite nella rete. Per l’ospedale occorre aumentare il numero di posti letto: i 70 attuali che sono al di sotto del parametro regionale (3,15 posti ogni mille abitanti) anche per istituire/ aumentare posti letto di terapia intensiva e sub intensiva».

Il Fials rivendica un tavolo di confronto con le istituzioni. «La direzione aziendale ha prodotto una gestione fallimentare – attacca Ferrucci – Nella zona elbana si è verificata una progressiva riduzione di operatori. Nella unità operativa di chirurgia il numero dei medici è ridotto a tre e analogamente si registrano carenze in medicina generale. Per il personale del comparto si è verificata una perdita di oltre dodici unità a tempo indeterminato con parziali sostituzioni di lavoro interinale. Ci domandiamo come sarà possibile far funzionare il nuovo pronto soccorso con la presenza della breve osservazione con rapporto di un infermiere ogni quattro posti letto di sub intensiva e la camera iperbarica senza provvedere ad un incremento della dotazione organica».

La carenza di personale è, per Fials, «la vera ragione che rende necessaria e inevitabile la realizzazione di un’unica area di degenza ed in proposito per la quale ribadisce la nostra contrarietà». —

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di Redazione web