Gioco
Sono 38 le torrette per il salvamento con 70-80 bagnini fino al 31 agosto
Corsi di aggiornamento, anche con le direttive per il Covid Larissa Belinska: «Al via come sempre dal 15 giugno»
Francesca Lenzi PIOMBINO
Arriva la bella stagione, tornano le giornate al mare – pur nell’ormai noto distanziamento sociale – e con loro (ri)fanno presenza fissa in spiaggia i baywatch nostrani, di sorveglianza lungo la costa piombinese.
Come già annunciato, quest’anno il piano di salvamento, realizzato dal Comune in collaborazione col consorzio balneare Costa est, includerà anche Baratti e le spiagge cittadine di Salivoli, Calamoresca e piazza Bovio, per un totale di 38 torrette e l’impiego complessivo, fra assunzioni dirette da parte del consorzio e stabilimenti, di 70-80 bagnini. «Partiremo come sempre il 15 giugno per finire il 31 agosto – spiega Larissa Belinska, coordinatrice del piano di salvamento – C’è un po’di agitazione perché il tempo stringe, ma già nei prossimi giorni faremo prove sia in mare che in piscina, varie lezioni on line con medico, capitaneria e via dicendo, e, fra i costanti corsi di aggiornamenti, ci saranno anche le direttive per il covid. Cercheremo di controllare le distanze, ovviamente con l’aiuto di altri soggetti, Parchi val di Cornia, vigili, lo stesso Comune, anche perché noi non possiamo far multe. Già prima svolgevamo il ruolo di guardiani, per chi giocava a pallone in spiaggia o provava ad accendere falò. Ora si parla di un altro argomento».
In questa seconda fase avanzata, è una ripartenza su molti fronti. Quella della stagione balneare ridà vita anche alla professione dell’assistente bagnante. Per un’attività full time, nei tre mesi di lavoro sulla costa piombinese, i bagnini guadagnano dai 4. 800 ai 5. 200 euro. Spesso, però, a guidare le bracciate in mare dei baywatch non è solo la motivazione economica, ma la passione per il proprio servizio. «Sono contentissimo di ripartire e quando Larissa mi ha chiamato è stata una bella soddisfazione – afferma Matteo Venuti, 24enne studente universitario di ingegneria biomedica che fa il bagnino dall’estate della maturità – Ho saltato solo nel 2016 per prendere le misure con lo studio. Per tre anni ho lavorato con la pubblica assistenza a Baratti, l’anno scorso in costa est con il consorzio. Finalmente torniamo in spiaggia. È una porta che si apre, una nota positiva che ci voleva. Il coronavirus? Sarebbe una bugia non considerare questa una stagione sui generis, però la sto vivendo in modo tranquillo. Ci vorrà un occhio di riguardo, è vero, ma da quando sono con il consorzio ho visto un’organizzazione impeccabile sia da parte del presidente Lotti che della coordinatrice Larissa. Non c’è mai mancato nulla, stavolta ci sarà un aggiornamento in più, nuove direttive e, alla fine, saremo pronti al 100%. Com’è fare il bagnino? – va avanti Matteo – Beh, al di là dei soldi, per me è un vero piacere stare in spiaggia e, allo stesso tempo, rendermi utile. Diverse volte a Baratti mi è capitato di intervenire in acqua e ti arriva dopo un’ondata di gratificazione che, se non la provi, è difficile da spiegare a parole».
«Faccio il bagnino dal 2018 – racconta Umberto Barlettani, giornalista classe 1975 di Costa Etrusca – Due anni fa ero a Baia Toscana e scoprii le ecoballe, l’anno scorso a Perelli 3 e, con Matteo Venuti, salvammo a distanza Fabio Poli, il turista fiorentino che si perse sul Monte Capanne. Per ringraziarci, a fine stagione, ci venne a portare due confezioni di cantucci. Come sarà l’estate 2020? Al di là della formazione che avremo, mi immagino un turismo più locale, senza gente da fuori regione e stranieri. Più o meno faremo le solite cose: vigilando su chi prova a giocare a pallone, chi mette i gazebo, chi si spinge a nuotare troppo lontano, e così via. Il distanziamento? Sì, potremmo suggerirlo, ma non imporlo, non siamo tutori della legge. Detto questo, siamo tutti molto curiosi di vedere come sarà – prosegue Barlettani – Ma il coronavirus non ci preoccupa e alcune polemiche sono davvero sterili. Come nel caso della respirazione bocca a bocca, che era già facoltativa, superata dall’uso del pallone auto-espandibile Ambu e dal defibrillatore che abbiamo a disposizione. Per il resto penso sarà più semplice rispetto agli altri anni con un turismo locale che già conosce la spiaggia e la costa».
«Siamo contenti e per nulla preoccupati – parola di Paola Pierotti, 50 anni che da oltre 10 indossa il costume rosso di assistente bagnante, ricoprendo ormai da tempo il ruolo di capo-bagnino del piano di salvamento sulla costa piombinese – Siamo un gruppo affiatato che lavora da tanti anni insieme, ben guidato da Lotti e Larissa. Facciamo costanti aggiornamenti e stavolta ci sarà anche quello per il covid. Faremo come sempre del nostro meglio, sperando vada tutto bene. Prima di ogni casa siamo esperti nel salvataggio e quest’anno ci ritroviamo a occuparci di una cosina in più, per la sicurezza dei bagnanti e di tutti. Credo che le persone abbiano capito come comportarsi, anzi mi auguro verranno tanti turisti e che riparta l’economia. Di tornare in spiaggia sono contenta io, come i miei figli, anche loro bagnini, e tutti gli altri ragazzi del gruppo. Di lavoro faccio l’istruttrice di nuoto, l’acqua, il mare sono la mia passione. Il segreto del bagnino? Il lavoro di squadra. Non si interviene mai da soli, ma c’è sempre la collaborazione di tutto il gruppo. Ci faremo valere anche quest’anno, non vedo l’ora di iniziare». –
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