Gioco
Tour obbligato di 20 chilometri per pagare gli esami all’Azienda sanitaria
Nel distretto ufficio amministrativo chiuso e niente totem Magnani: «I servizi devono essere riattivati celermente»
SUVERETO
Venti chilometri tra andata e ritorno. Il percorso è obbligato per i suveretani che devono pagare le prestazioni sanitarie. Nel distretto socio sanitario l’ufficio amministrativo è chiuso. Il provvedimento è scattato con le misure di prevenzione per il contrasto della pandemia da covid-19. Il percorso verso il distretto di Venturina Terme da mesi è una tappa obbligata. Non ci sono alternative. A Suvereto non è mai stata installata la cassa automatica o totem che avrebbe consentito di ridurre i disagi.
«Il distretto sanitario di Suvereto – dice il vicesindaco con delega alla Sanità Caterina Magnani – pur pronto con le misure di sicurezza necessarie, è rimasto alla programmazione della fase acuta della pandemia, con solo due giorni a settimana di prelievi a numeri ridotti e con l’ufficio amministrativo chiuso, mentre la Bottega della salute per varie vicissitudini non ha mai trovato una stabilità che potesse offrire ai nostri cittadini un servizio su cui contare». Che aggiunge: «Il servizio Cup è dunque bloccato e nonostante il lavoro delle infermiere, alcuni esami possono essere prenotati solo presso l’ufficio, senza parlare poi del problema pagamenti, aggravato dall’assenza di totem a Suvereto, che costringe una popolazione per lo più anziana a doversi recare a Venturina, tutto questo non è più accettabile».
La levata di scudi arriva dopo inascoltate richieste verbali e scritte avanzate dal Comune di Suvereto all’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest. La richiesta è semplice: l’Asl riattivi celermente i servizi alla popolazione, a cominciare dall’ufficio amministrativo del distretto.
Al quadro Magnani aggiunge la vicenda del centro di riabilitazione di Campiglia, dove con la partenza del progetto covid «sono stati di fatto cancellati o fortemente ridotti i servizi che l’ex ospedale offriva a tutta la Val di Cornia, pensiamo solo ai bambini con disabilità che hanno visto ridurre l’accesso ai servizi dirottati in ambienti diversi, per fortuna messi a disposizione dall’amministrazione comunale di Campiglia Marittima». Insomma, se l’emergenza covid-19 ha messo a dura prova in tutta Italia i servizi sanitari, la pandemia ha insegnato una cosa: «Servono più servizi sanitari sul territorio – afferma Magnani –. Invece, l’azienda Usl sta andando in direzione opposta».
A questo quadro già preoccupante si aggiunge quanto accaduto in sede di assemblea della Società della salute Valli Etrusche il 20 maggio. «Sono mancate risposte puntuali da parte dell’Azienda sulla ripartenza dei servizi ospedalieri e territoriali e per l’ennesima volta è stata rinviata la discussione sullo stato di avanzamento dei finanziamenti per l’implementazione dei servizi dell’ospedale unico Cecina-Piombino», sottolinea la vicesindaco Magnani. Che conclude: «Servizi socio-sanitari sono essenziali per la popolazione e al di là di tecnicismi e burocrazia, servono risposte rapide e efficaci. Il tempo delle attese è finito, i cittadini hanno diritto a servizi adeguati rispetto alle carenze che tutti vediamo e subiamo, ma a cui centri decisionali sempre più lontani dai territori non sanno dare né risposte né giusta considerazione». — M.M.
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