Gioco
Guerra ai piccioni nel centro storico scatta il divieto di allevare i volatili
Nuova ordinanza: 30 giorni per rimuovere le voliere Sanzioni fino a 500 euro e l’intervento del Comune
SUVERETO
Nuove restrizioni. Il Comune di Suvereto apre un altro fronte nella guerra ai piccioni. “È necessario proseguire nell’attuare azioni di prevenzione, profilassi e lotta contro gli insetti e le infezioni da essi trasmessi, adottando ulteriori misure idonee a garantire l’igiene del suolo pubblico e dell’abitato urbano, in particolare nel centro storico, affinché vengano a mancare le cause che incentivano la presenza”, si legge nell’ordinanza numero 14 del 18 maggio a firma del sindaco Jessica Pasquini.
Nel mirino i piccioni. Tanto che si stabilisce il divieto assoluto di “detenere e allevare piccioni e altri volatili infestanti, nel centro storico”, si legge nel provedimento.
Questa volta a scanso di equivoci nell’ordinanza si riporta anche il perimetro del capoluogo interessato dal divieto. L’area è circoscritta a piazza Vittorio Veneto, via Leporatti, via della Bella Ragazza, via dei Condotti, via dell’Insegna, via don Minzoni e via Marconi. In particolare, i proprietari di edifici, gli amministratori condominiali e chiunque vanti diritti reali su immobili in cui sono detenuti o allevati, a qualsiasi titolo, i volatili deve “provvedere, a propria cura e spese, entro 30 giorni” dalla data dell’ordinanza “all’allontanamento degli animali in altri luoghi idonei, fuori dal centro storico, facendo seguire intervento di pulizia e igienizzazione del luogo e delle gabbie in cui erano detenuti o allevati”.
Al provvedimento seguiranno controlli sul campo. La sanzione amministrativa prevista va da un minimo di 50 fino a 500 euro e in caso di inadempimento il Comune potrà agire in via di autotutela provvedendo ad allontanare gli animali e sanificare i luoghi rimettendo il conto delle spese sostenute.
L’ordinanza arriva in scia a un precedente provvedimento il numero 10 del 16 aprile in cui il sindaco Pasquini vieta la somministrazione cibo ai piccioni del centro storico del paese, sia su suolo pubblico che su aree private. A sottolineare la necessità di una stretta sono state due lettere dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest: la quantità di piccioni ha assunto livelli tali da destare preoccupazione per il potenziale pericolo igienico sanitario. Il 3 febbraio è il responsabile del dipartimento Igiene pubblica e nutrizione Alessandro Barbieri che rileva con un sopralluogo il numero eccessivamente elevato di volatili nel centro storico, che provoca insudiciamento diffuso di guano anche nelle strette vicinanze di esercizi commerciali e pubbliche attività del settore commerciale, e auspica interventi per la riduzione e il contenimento della popolazione dei piccioni. A seguire il 10 marzo a scrivere è Stephen Vignali del servizio Veterinario dell’Asl specificando che la possibilità di alimentazione e annidamento dei piccioni devono essere ostacolate a salvaguardia della comunità.
A preoccupare l’amministrazione comunale è il rischio di trasmissione all’uomo di malattie infettive e parassitarie, oltre il grave pregiudizio e degrado che il guano arreca all’ambiente urbano, con particolare riguardo al decoro del centro storico, con conseguenti aumenti dei costi di pulizia e manutenzione. Si sottolineano le notevoli quantità di escrementi, piumaggio e carcasse, che possono mettere a repentaglio la salute pubblica ed essere nocivi per il patrimonio immobiliare pubblico e privato. Chi non rispetta l’ordinanza e rischia sanzioni da un minimo di 50 euro fino a un massimo di 500 euro. —M.M.
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