Gioco
Guardia costiera, verifiche per il dragaggio nel porto
L’intervento sulla scorta di una segnalazione arrivata anche in Comune Dubbio sull’area utilizzata per lo stoccaggio dei materiali di escavo
Manolo Morandini / S. VINCENZO
Niente di anomalo. Dall’ufficio circondariale marittimo di Piombino della Capitaneria di porto confermano di aver ricevuto una segnalazione. Dalle verifiche sul campo del personale della delegazione di San Vincenzo però non sono risultate irregolarità. Qui porto turistico di San Vincenzo. Si sono conclusi il 18 maggio i lavori di dragaggio della darsena sud: mille metri cubi di sedimenti marini tolti per riportare il fondale a quota –3,50 metri e garantire la funzionalità degli accosti. Si tratta dello specchio riservato ai grandi scafi. L’invito a controllare è arrivato anche al Comune di San Vincenzo e dagli uffici ci si è affidati alla Guardia costiera.
L’intervento, richiesto dalla Marina di San Vincenzo Spa, sulla base del progetto autorizzato dalla direzione Difesa del suolo della Regione Toscana, con il decreto 4263 del 24 marzo, ha previsto lo spostamento dei sedimenti nell’avamporto, nello specchio d’acqua antistante la banchina di buncheraggio e rifornimento. Insomma, un’area ricompresa all’interno dell’ambito portuale con profondità ritenute adeguate a ospitare i sedimenti della zona di escavo. Nel decreto regionale si prende atto tra l’altro che per il contenimento dell’eventuale fenomeno di diffusione della torbidità nelle aree esterne al porto nel cantiere sono disponibili delle panne. E a questo proposito si sottolinea che le “attività dovranno essere eseguite nel massimo rispetto dell’ecosistema marino, adottando ogni accorgimento idoneo per evitare condizioni di dispersione e torbidità persistenti e diffuse delle acque marine al di fuori dell’ambito portuale d’intervento”. E ancora che “non è consentita la movimentazione dei sedimenti al di fuori dell’ambito portuale”.
A non convincere chi ha segnalato gli effetti dell’intervento in corso d’opera sono alcune immagini. Gli scatti sono riferiti al 7 maggio, in piena attività di escavo del fondale della darsena. All’imboccatura del porto, a distanza di metri dall’area individuata per il deposito dei sedimenti l’acqua si fa scura in superficie. Non è così, nell’immagine ripresa dall’alto, nella zona destinata al deposito del materiale escavato. E soprattutto a destare perplessità è che quell’acqua scura contrasta in una giornata in cui il mare appare cristallino. Ma c’è dell’altro. L’acqua scura è giusto oltre la scogliera dell’avamporto. Quanto basta per finire nello specchio di mare chiuso tra la diga del porto e il pennello a sud. Un tratto di mare chiuso, dove le correnti e l’azione dei venti è mitigata. Il risultato sarebbe visibile a distanza di giorni sulla riva della spiaggia, che appare invasa dalle alghe. —
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