Toscana
Un piccolo passo verso la normalità «Non è facile, ma noi ci siamo»
È iniziata la Fase 2 per negozi, parrucchieri, bar e ristoranti «Ora speriamo nell’arrivo dei turisti per avere ossigeno»
Con il 18 maggio la fase 2 sancisce il primo graduale ritorno alla normalità. Ieri mattina la novità si è notata per le vie di Portoferraio con persone sedute a tavolini dei bar, i ristoranti pronti ad accogliere clienti e le luci accese nei negozi, un invito ad entrare pur con tutti i dispositivi previsti all’interno.
Disinfettanti e gel sono ben in vista e le distanze da tenere evidenziate dal nastro adesivo sul pavimento. Non è proprio tutto come prima, ma la voglia è quella di ritrovare almeno una parte di quel “prima” che potrebbe anche diventare, almeno per ora, il prossimo futuro, una nuova modalità post Covid - 19. «La riapertura – come ci dice Cristina Giacomelli , titolare del negozio Amapola – dà un senso di positività, poi vedremo con il passare dei giorni che cosa succederà. Intanto noi ci siamo, e questo è il primo step, poi il resto verrà di conseguenza, spero». Cristina si era organizzata per tempo proprio per trovarsi preparata alla riapertura, sanificando i locali, a parte qualche ritocco non appena è arrivato il via libera. E si era organizzata per tempo anche con il campionario. «Ci eravamo fatti mandare alcune cose ancora prima della chiusura – ci racconta – il resto ce l’hanno consegnato nei giorni scorsi e qualcosa deve ancora arrivare. Quindi ci siamo e siamo ben fornite. Ora aspettiamo anche l’arrivo di turisti che si spera possano darci quella boccata d’ossigeno che ci serve per andare avanti». È consapevole che non sarà una stagione come le altre ma ce la metterà tutta, «il resto poi dipenderà dagli eventi». E da ieri ha riaperto al pubblico anche Dulcissimo, una delle pasticcerie più note del capoluogo e non solo. «Stiamo seguendo al massimo le regole date dalla regione – ci dice Simone Battistella – anche se qualche difficoltà c’è perché mantenere le distanze, garantire la sicurezza ai nostri clienti, è complicato a volte da far rispettare. Devo dire che il cliente lo capisce ed ha anche molte meno pretese in considerazione del momento che tutti stiamo vivendo».
Tutti hanno apprezzato molto questa nuova ritrovata libertà. «E lo apprezzo molto anche io – fa presente Simone – perché comunque mi da un senso di normalità che da tanto tempo non vivevo». Nelle ultime due settimane ha lavorato con l’asporto ed ha avuto un’ importante risposta, da parte dei clienti. Con la riapertura al pubblico una nuova ripartenza che ha portato anche una modifica nella produzione , al momento più limitata «per garantire un prodotto che sia sempre fresco – spiega – che ogni giorno cambia in base all’esperienza. Mano a mano che ritorneremo ad una completa normalità aumenteranno anche le varietà». Ed anche il menù del ristorante “Da Lido” riprende con qualche limitazione, con la speranza di poter quanto prima tornare alla normalità. Il titolare Fabrizio Soldani, ha aperto con un look total white e i tavoli già predisposti (alcuni interdetti al cliente per mantenere il distanziamento). «Ci siamo dovuti ad adeguare a queste nuove regole sulle distanze– spiega Fabrizio – anche perché le norme di sanificazione erano molto stringenti anche prima per la nostra categoria. Abbiamo perso qualche tavolo, e la speranza è di poter riempire quelli che ci sono e che tutto si risolva tutto velocemente, anche se temo che giugno vada a rilento». Precedentemente all’emergenza Covid 19 al ristorante lavoravano 5 persone, ora aprono in 3 con un menù leggermente rivisto «ma solo per motivi di approvvigionamento – spiega – stanno ripartendo tutti ora e ci vuole tempo. Aspettiamo qualche giorno e speriamo si sblocchi la situazione». —
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