Toscana
«Quando finiranno la propaganda e i selfie del giorno?»
I gruppi consiliari Pd e Anna per Piombino all’attacco dell’amministrazione comunale
l’intervento
Che senso ha cambiare le regole del gioco a partita iniziata? Se lo chiedono i gruppi consiliari Pd e Anna per Piombino: «Questa amministrazione non riesce proprio a trovare pace sulla gestione dei buoni spesa. Il primo turno ci ha visti sulle cronache nazionali per i problemi scaturiti da una mancanza di regia da parte dell’amministrazione, che in modo molto impacciato ha quasi fatto ricadere un’incapacità gestionale sulle associazioni di volontariato; il secondo ha visto nuovamente coinvolte e impegnate le associazioni di volontariato, che in uno spirito di totale e completa disponibilità, operando porta a porta, si son rifatte carico dell’onere organizzativo in virtù di principi che vanno oltre la venale propaganda politica e che si basano sulla sostanza. Oggi leggiamo sulla stampa l’intenzione di non prevedere neanche un bando per la richiesta di assegnazione buoni e un’ennesima consegna a domicilio a carico degli impagabili volontari. Ci domandiamo, a questo punto quale sia il ruolo dell’Amministrazione comunale nella reale gestione dell’emergenza; dove sia la comunione di intenti e la trasversalità nell’affrontare le problematiche se, in modo recidivo, eclatante e impacciato, si è sempre e solo avvalsa della capacità e autonomia di chi, giornalmente, è impegnato ad aiutare la popolazione».
«Trova forse giovamento - proseguono le opposizioni - investendo in una campagna di comunicazione che plagia puntualmente l’opera di chi avrebbe comunque fatto tanto per i cittadini? Tutto qui? Si concentra dunque nella propaganda anche la necessità di approvare un bilancio ordinario che non ha subìto le minime variazioni in virtù dell’emergenza, se non quello di stipendiare un nuovo capo di gabinetto (giusto per parlare di propaganda)? In due mesi sono profondamente cambiate le condizioni di molte famiglie, più che cambiate, è emerso il macigno della condizione sociale di molti cittadini, sempre sul filo del rasoio per cause riconducibili non certo al Covid ma alla profonda crisi economica che già da anni ci logora. Ed è qui che l’istituzione può effettivamente fare la differenza: obiettività e conoscenza dello stato sociale sono determinanti per dare un effettivo contributo a chi davvero lo necessita e non una confusionale e sbrigativa ridistribuzione».
«Il logorante impiego poi delle associazioni di volontariato - proseguono Pd e App - specialmente in questa terza distribuzione poteva essere alleviato, riattivando quelle strutture del decentramento (quartieri), completamente blindate e ingessate dalle regole sulla prevenzione ma che, visto il ridistendersi di certe restrizioni, avrebbero potuto immediatamente riavere operatività e rilancio: un segnale di “normalità” in una fase ancora piuttosto delicata. Comprendiamo che l’emergenza coronavirus abbia messo alla prova le amministrazioni comunali ma non sarà rincorrere il “selfie del giorno o il video di solidarietà” a far riguadagnare la dignità sociale a chi in silenzio la sta perdendo o a chi giornalmente cammina su di un baratro di incertezze. La politica è la prima responsabile dell’immediatezza degli accadimenti». —
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