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Preoccupano i nuovi poveri Il Covid mette in crisi l’isola
Sono circa 700 le famiglie che hanno dovuto ricorrere ai servizi sociali dell’Asl Alla Caritas di Portoferraio fino a 50 richieste al giorno di cibo ricevuto in sicurezza
Le difficoltà economiche sono aumentate in modo preoccupante sull'isola, in conseguenza della crisi provocata dal coronavirus. Nonostante l’epidemia abbia avuto un impatto sanitario abbastanza contenuto con 12 soli pazienti contagiati (e purtroppo un decesso), e con i casi stabilizzatisi da alcune settimane. Ma le problematiche sociali ed economiche sono senza dubbio presenti e pesanti, finché le attività lavorative non saranno tutte riprese. Sono numerose le famiglie bisognose di assistenza, in quanto è mancato il lavoro degli stagionali, ci sono state chiusure di negozi e le questioni negative che ruotano attorno a questo periodo fanno sì che circa 700 nuclei abbiano dovuto ricorrere ai contributi del settore sociale dell'Asl. Oltre a questo sono in campo anche le volontarie della Caritas che agisce per la parrocchia di San Giuseppe. In tutta la Toscana il sodalizio ha registrato oltre 3000 nuovi poveri. «Noi siamo in costante impegno da mesi – dicono le volontarie della Caritas locale – cerchiamo di donare alimenti alle persone in difficoltà, che ogni giorno variano: dalle 10 alle 50 persone si presentano a ricevere in sicurezza degli alimenti. Non abbiamo più riattivato la mensa giornaliera parrocchiale, rivolta ai nostri 30-40 ospiti al giorno, per le note restrizioni legate all'evitare eventuali contagi, vista la pandemia in corso. In ogni caso stiamo predisponendo di nuovo un contributo alimentare – concludono alla Caritas San Giuseppe – producendo cibi da asporto nella nostra cucina parrocchiale. I bisognosi, appena saremo pronti, potranno prelevare, con modalità di sicurezza, certi pasti e li consumeranno altrove».
Ed è di particolare significato l'informazione fornitaci dalla dottoressa Anna Garfagnini, responsabile dell'assistenza sociale isolana dell'Asl isolana. «In questo primo quadrimestre dell'anno 2020 – dice – il grave disagio economico che ha investito numerose famiglie dell'Elba a seguito dell'emergenza per Covid 19, ha prodotto un aumento delle richieste di aiuto economico. La perdita di attività lavorative, la chiusura di piccole e medie aziende nel settore del commercio, della ristorazione, dell'accoglienza turistica, dell'artigianato e simili, ha comportato infatti un grave impoverimento della popolazione. Da gennaio alla fine di aprile, sulla zona Elba, sono stati assistiti con contributi economici mensili, 170 nuclei familiari; sono stati attivati 90 interventi economici straordinari urgenti per l'acquisto di beni essenziali e 347 cittadini elbani hanno beneficiato della misura prevista a livello nazionale del reddito di cittadinanza. Inoltre sono stati attivati servizi gratuiti di consegna spesa, farmaci e altri beni di prima necessità a domicilio per 102 persone a rischio, come anziani, persone fragili, persone in isolamento domiciliare per Covid-19. Tali interventi costituiscono una parte di tutte le prestazioni che sono state attivate sul territorio elbano, sia da parte degli enti locali, sia a cura delle associazioni di volontariato. L'emergenza Covid-19 ha reso sempre più indispensabile il rafforzamento di una rete territoriale integrata per l'attivazione di interventi e strategie di azione sinergiche tra istituzioni, volontariato e cittadinanza, la quale in questo periodo storicamente complesso ha contribuito attraverso azioni spontanee. L'augurio per il nostro territorio è quello di continuare a contrastare le difficoltà in maniera coesa». —
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