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m5s piombino e san vincenzo futura 

«Cari Ferrari e Bandini se il mare è inquinato non è colpa di Arpat»

«Cari Ferrari e Bandini se il mare è inquinato non è colpa di Arpat»

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PIOMBINO

Il M5s di Piombino e il gruppo San Vincenzo Futura attaccano i sindaci dei due rispettivi comuni, Francesco Ferrari e Alessandro Bandini, sulla questione dei divieti di balneazione disposti alla luce dei controlli Arpat.

«Apprendiamo da un comunicato stampa dei sindaci Ferrari e Bandini – scrive l M5s – che sono stati emessi gli ennesimi divieti di balneazione a seguito dei risultati sfavorevoli delle analisi effettuate da Arpat il giorno 11 maggio. I risultati dei campionamenti delle acque in quelle zone non sono certo un elemento di novità, né per il comune di San Vincenzo, né per il comune di Piombino. E i sindaci come hanno risposto a queste comunicazioni di Arpat? Anziché preoccuparsi di intervenire principalmente per risolvere l’origine di questi annosi problemi che si verificano ogni anno e sempre nelle stesse zone, si indignano con Arpat per aver effettuato i campionamenti nei giorni seguenti a eventi metereologici avversi. È curioso come nel 2017 l’assessore Chiarei (giunta Giuliani) rispose nel medesimo modo a una nostra interrogazione in consiglio comunale avente a oggetto proprio i rilievi di Goletta Verde effettuati a Salivoli, in cui anche in quell’occasione si incolpava la pioggia per i problemi di inquinamento rilevati. La presenza di enterococchi ed escherichiacoli in quelle aree è evidentemente un problema che si continua a non voler risolvere definitivamente, nonostante il cambio di amministrazione a Piombino, continuando a danneggiare i cittadini che vorrebbero effettuare una sicura balneazione, e coloro che portano avanti con fatica la propria attività balneare e di ristorazione. Il Rio Salivoli, da non confondere con il Rio delle Amazzoni, può essere risalito a piedi dalla foce fino alla sorgente in non più di un’ora: sono anni che il M5S Piombino chiede di verificare le cause dell’inquinamento in quel tratto di costa. Ancora più sconcertante è leggere che i sindaci ritengono addirittura “inopportune, se non persecutorie” le analisi effettuate in quei giorni: quindi la soluzione è chiudere un occhio, anzi due? Con queste parole si cerca di incolpare Arpat, che è l’ente preposto a effettuare i controlli e svolge il proprio lavoro di monitoraggio ambientale nella tutela della salute dei cittadini, piuttosto che assumersi la responsabilità, come amministratori locali, di non aver ancora risolto questa ormai nota criticità nei tratti di costa incriminati».

Quindi è la volta di San Vincenzo Futura: «Da ieri è tornata l’idoneità alla balneazione dell’area porto sud di San Vincenzo. Siamo lieti di questa notizia avendo davvero molto a cuore l’immagine di San Vincenzo. A lasciarci veramente perplessi, come cittadini prima che consiglieri, è la lettera che il sindaco Bandini ha inoltrato ad Arpat qualche giorno fa a seguito delle analisi che hanno fatto scattare il divieto di balneazione. Reputiamo molto grave imputare un potenziale danno economico a chi, come Arpat, attraverso le proprie analisi, segnala criticità per la salute delle persone. Dalla lettera pare emergere che l’amministrazione presupponga che lo sversamento in mare sia fisiologico quando piove, il che vorrebbe dire che si accetta supinamente che ci sia un danno alla salute a ogni evento atmosferico. Chiariamo ancora una volta che se si è costretti a emettere ordinanze di divieto di balneazione non è né perché piove forte, né perché Arpat fa il proprio lavoro, ma casomai perché l’amministrazione Bandini a oggi, proclami a parte, non è riuscita ad andare fino in fondo nel risolvere il problema degli scarichi a San Vincenzo. L’amministrazione ha speso 4 anni senza risolvere molto in merito agli sversamenti di liquami a mare, chiediamo al sindaco che con lo stesso fervore con cui attacca Arpat faccia seria lotta agli scarichi abusivi, per la difesa del nostro mare e della nostra costa, che mai era stata cosi tanto massacrata da scelte politiche da quando è stato eletto. E questo oggi è sotto gli occhi di tutti». —

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