Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Trenta apparecchi sanitari per monitorare i pazienti Covid

Antonella Danesi
Trenta apparecchi sanitari per monitorare i pazienti Covid

Gli sfigmomanometri e i saturimetri saranno utilizzati dai medici di famiglia I parametri dei malati saranno inviati a una piattaforma collegata tramite una app

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Si chiama “telemonitoraggio domiciliare Covid Isola d’Elba” ed è una nuova modalità di telemedicina che tra pochi giorni diventerà operativa sull’Isola, come supporto nella gestione dei pazienti fragili in tempo di Coronavirus, rivolto a coloro che stano a domicilio, in quarantena sintomatici o asintomatici, o dimessi dalle strutture.

Il progetto arriva dall’Anspi, l’associazione nazionale sanità nelle piccole isole, di cui è presidente Gianni Donigaglia, ex responsabile di zona della Asl elbana e membro della task force istituita dall’Iss. «Questo tipo di pazienti devono essere monitorati – ha spiegato Donigaglia – evitando il più possibile contatti con i medici nonostante i dispositivi e i protocolli di tutela. La task force nazionale ha puntato sulla telemedicina ed io come presidente dell’Anspi ho posto un problema di tutela, di poter garantire un monitoraggio che possa contare su dati certi».

Da qui il progetto che prevede l’acquisto di sfigmomanometri e saturimetri, in tutto 30 che, assegnati ai pazienti, attraverso strumenti di device permettono il collegamento ad un sistema di rilevazione, con una App connessa ad una piattaforma. In questo modo il paziente potrà collegarsi direttamente con il medico di base, con la continuità assistenziale, con l’Usca (unità speciale continuità assistenziale) e con il distretto di zona. In tutto sono una trentina i medici coinvolti che saranno formati per questa nuova modalità, che sarà operativa entro pochi giorni. Il sistema può contare su un centro servizi attivo 24 ore su 24 che faciliterà le problematiche tecniche o di comunicazione con i medici di riferimento. «Questa nuova modalità – continua Donigaglia – consente di monitorare e tarare i parametri di allarme dei pazienti». È stata resa possibile grazie alle donazioni di alcuni privati e all’utilizzo di una parte di fondi delle numerose donazioni che sono arrivate, in emergenza Covid, all’ospedale elbano. In tutto il costo per l’acquisto dei device e del noleggio della piattaforma (ad oggi attivato per sei mesi) ammonta a circa 13.500 euro. «A dimostrazione – puntualizza Donigaglia – che con poco si può fare molto». Una volta terminato l’utilizzo da parte di un paziente le apparecchiature saranno ritirate dalla Asl per essere sanificate e destinate quindi ad un nuovo impiego a domicilio di nuovi pazienti.

«Siamo molto felici di questa nova opportunità – commenta Amerigo Mattera , responsabile dellaaggregazione funzionale territoriale dell’Elba – è un passo importante per migliorare qualitativamente la nostra azione verso i nostri assistiti. La speranza è che questi device possano restare anche terminata l’emergenza Covid per poterli impiegare con i pazienti che ne hanno necessità».

È l’idea che intende portare avanti anche il responsabile di zona della Asl, Fabio Chetoni che ha sposato fin dall’inizio il progetto, alla luce dei cambiamenti conseguenti all’emergenza Covid. «Le donazioni arrivate in questa emergenza erano dirette all’ospedale – spiega – ma la parte territoriale è stata preponderante per il contenimento del contagio. L’ospedale interviene successivamente ma la medicina territoriale è stata una mossa vincente, per questo abbiamo deciso di destinare una parte di questi fondi ad un progetto concreto sul territorio. L’esperienza che stiamo vivendo da alcuni mesi ha portato a modificare gli atteggiamenti dei medici con l’assistito con processi più appropriati che portano a lavorare in sicurezza». E questo progetto di telemedicina è uno di questi. —

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