Gioco
Traffico di cocaina, commerciante nei guai Otto persone finiscono ai domiciliari
Blitz all’alba della guardia di finanza: scoperto un sistema organizzato e capillare che approvvigionava tutta l’isola
PORTOFERRAIO
«Mandami pure una bottiglia di spumante Bellavista». Una richiesta normale, tra due amici. In realtà era solo un messaggio in codice per acquistare due etti di cocaina purissima. Il sistema di vendita organizzato e capillare, che secondo le indagini della guardia di finanza non si è fermato neanche con l’emergenza Covid-19, era diretto dallo stanzino del punto vendita del commerciante di saponi Roberto Brandi, portoferraiese di 60 anni.
Lui e altre sette persone, all’alba di ieri, sono state arrestate (e adesso si trovano agli arresti domiciliari) in un blitz effettuato sull’isola a cui hanno partecipato 27 militari di Portoferraio e quattro cani anti-droga.
L’operazione “Soap & drugs” è scattata in seguito all’ordinanza del Gip di Livorno, al termine di quasi un anno e mezzo di investigazioni, tra intercettazioni telefoniche, ambientali e perquisizioni. Secondo le indagini portate avanti dalle Fiamme Gialle e coordinate dalla Procura, il commerciante di saponi gestiva dal suo “stanzino” il sistema di spaccio di droga, a tutti gli effetti diventato un’attività collaterale alla vendita di saponi. Per i finanzieri il traffico era finalizzato allo spaccio e al consumo di più di 2 kg di cocaina, per un valore di mercato pari a circa 200 mila euro.
Il blitz
L’ordinanza del giudice delle indagini preliminari riguarda altre sette persone, la maggior parte delle quali residenti stabilmente all’isola d’Elba. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Emiliano Del Re, Alessandra Cioni, Fabio Paoli, Massimo Orzati e Sara Gorgoglione, che secondo le accuse degli inquirenti, sarebbero legati al sistema di spaccio organizzato da Brandi.
Con loro, ai domiciliari, ci sono Massimiliano Guarini, colui che, per la Finanza, forniva la droga da Roma, arrestato tempo fa con 550 grammi di cocaina destinata all’Elba, e il rappresentante di commercio Pasquale Barone, secondo gli inquirenti il nuovo “gancio” dopo l’arresto di Guarini e fornitore delle bottiglie di “spumante Bellavista”. Altre tre persone risultano indagate, mentre l’attività della Finanza ha portato all’identificazione di 24 elbani, segnalati alla Prefettura per violazioni della normativa antidroga.
La scintilla
Le indagini sulla rete della cocaina con Portoferraio come centro di gravità sono partite nel gennaio del 2019, indirettamente collegate alla maxi inchiesta che riguardò l’ex viceprefetto Daveti. Le prime intercettazioni hanno definito un primo quadro che ha avuto un importante sviluppo all’inizio di aprile del 2019, quando sul porto di Portoferraio venne arrestato un tassista elbano con 85 grammi di cocaina.
La rete
Le lunghe indagini hanno fatto emergere, qualora le accuse dovessero essere confermate in fase processuale, un sistema collaudato di spaccio, in grado di servire tutto il territorio elbano. Secondo gli inquirenti il sistema era in grado di acquistare ingenti quantitativi di droga e proprio per questo a un prezzo particolarmente vantaggioso. In questo modo la cocaina poteva essere venduta sull’isola mantenendo un elevato grado di purezza, ma garantendo comunque incassi elevati al gruppo. Diversi i metodi per lo smercio scoperti dai finanzieri: in alcuni casi la droga veniva nascosta nelle ruote di scorta delle auto, in altri casi la copertura era garantita dall’acquisto di bottiglie di vino e spumante. —
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