Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Mascherine, dubbi e preoccupazione Così i baristi si stanno preparando

Stefano Bramanti
Mascherine, dubbi e preoccupazione Così i baristi si stanno preparando

Le uniche certezze degli esercenti sono i mancati guadagni «Da noi si viene per il relax, ma con queste regole è difficile»

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Bar di Portoferraio al lavoro per riaprire i battenti non appena ci sarà il via libera del governo. «Speriamo di poterlo fare giò da lunedì, al 99% sarà così anche se le incognite sono molte». A parlare è Arturo Zurlo dello storico bar Roma. Sono tanti i baristi che hanno espresso dubbi circa il futuro ormai prossimo. L’unica cosa certa è che i vincoli anti-contagio da pandemia, ovviamente, renderanno limitata la ripresa delle attività. Le norme causeranno una netta diminuzione di clienti e la nascita di file per poter entrare a godersi un attimo di relax, dopo oltre 2 mesi di “Io resto a casa”.

«Se relax reale potrà essere – ci ha detto Angelo Martorella, il titolare del bar Massimo, il locale posto nei portici di fronte al molo omonimo, che ricorda il comandante del Porto di Portoferraio Giuseppe Massimo, ucciso dai nazisti nel 1943,– dovendo stare nel locale poche persone, altre saranno fuori ad attendere. Noi disponiamo di oltre 100 metri quadrati interni e in base alle norme, ancora non certe, sembra che potranno entrare 3-4 persone alla volta. E forse i clienti che vorranno stare ai tavolini saranno distanziati di almeno 2 metri. Se vogliono rimanere in relax si formerà una bella fila all’esterno di quelli che vorrebbero fare altrettanto, per godersi un aperitivo, un cappuccino al tavolo e fare un po' di chiacchiere». Ci saranno molti vincoli, prosegue Martorella per cui saranno più agevoli i tavoli che metteremo all'aperto occupando il suolo pubblico. «Non ci sarà una vera libertà – conclude – Speriamo che i clienti capiscano la situazione e siano collaborativi». Si immagina insomma che sorgerà il bisogno di attuare una spontanea turnazione per accontentare i vari clienti dei bar e per i bar che hanno piccole dimensioni le difficoltà saranno notevoli. Ovviamente si dovrà entrare con mascherina e guanti, e i locali dovranno essere sanificati. Sempre sotto i portici abbiamo visitato “Voglia di Sicilia”, bar pasticceria il cui nome dice tutto. La titolare Jessica Fiocchi ha detto al Tirreno: «Ci sono notizie incerte circa le disposizioni da attuare. Stiamo aspettando informazioni. Si sente dire che potrà entrare un solo cliente se la superficie dei locali arriva a 40 mq ma c'è chi dice 25. Sorgeranno disagi e si formeranno file per poter entrare. Noi stiamo facendo già la sanificazione degli ambienti due volte al giorno, e ovviamente la faremo con la riapertura di lunedì. La Guardia di Finanza sta facendo molti controlli, giustamente, per verificare il rispetto delle regole. Non sappiamo bene le distanze tra i tavoli, al banco del bar, dove agisce Marina, pare si debba stare distanti 1,20 metri e tra i tavoli forse 2 metri, ma ancora non ci sono le linee guida, attendiamo». E infine il bar Roma di Piazza Cavour. «Stiamo attendendo le disposizioni dell'Inail – hanno detto Enrico Rizzo e Arturo Zurlo- per sapere come regolarsi. Per ora sono ancora vaghe le indicazioni. Non ci hanno ancora notificato esattamente le informazioni, non c'è niente di certo. Ora stiamo facendo lavori di manutenzione. Quindi sarà fatta la sanificazione secondo le disposizioni che ci daranno». Nei documenti Inail, per la ristorazione, si legge di spazio non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, l'adozione di barriere divisorie e addirittura si ipotizza la prenotazione per fare una turnazione di accesso nei locali pubblici, onde evitare assembramenti tra chi attende fuori. —

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