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Centro di riabilitazione covid L’Asl: «È tutto nelle regole»
L’Azienda conferma l’impegno a ripristinare rapidamente tutti i servizi distrettuali «Il direttore ha incontrato personalmente il sindaco per fugare ogni dubbio»
campiglia
Si può fare. Ed è tutto in regola, sia per organico in servizio che per la formazione ai protocolli di sicurezza. Sul Centro di riabilitazione per pazienti covid a Campiglia Marittima l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest non arretra di un passo nonostante il fuoco di fila di istituzioni locali, sindacati e forze politiche. Il progetto è già in essere: 12 pazienti negativizzati (doppio tampone negativo) sistemati in un’ala dell’edificio dove stanno affrontando la riabilitazione, altrettanti posti letto previsti, a regime, per i malati usciti dalla rianimazione e che devono ancora superare il doppio test del tampone.
«Ricordiamo al sindacato che il decreto legge 17 marzo 2020 numero 18 attribuisce, come specificato nell’articolo 4, alle Regioni la facoltà di attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee, sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza covid-19, sino al termine dello stato di emergenza deliberato dal consiglio dei ministri il 31 gennaio». Con questa premessa, la Asl risponde alla diffida presentata dalla Uil.
«Non si capisce – continua la nota – il motivo per cui Campiglia, in questo particolare frangente, debba avere dal punto di vista organizzativo, un percorso diverso da quello di molte altre strutture aziendali che hanno subito processi di trasformazione simili o ben più incisivi. L’Azienda, di volta in volta, ha informato anche la Uil, senza che ne derivasse una reazione simile a quella che si è registrata per Campiglia, tutte le volte in cui si è proceduto in armonia con le disposizioni normative e regionali a modifiche strutturali ben più rilevanti». E a titolo di esempio ricorda tra gli altri l’apertura delle «bolle covid all’interno dei nostri ospedali, di posti letto di cure intermedie dedicate covid sul territorio, l’apertura degli alberghi sanitari e l’attivazione delle Usca».
Dal punto di vista del personale l’Azienda sottolinea che «ha provveduto ad aumentare la dotazione organica di infermieri, tecnici e medici, tutti regolarmente formati e addestrati, per oltre un mese, grazie alla supervisione di operatori esperti nell’impiego dei dispositivi di protezione individuale e hanno avuto a disposizione e utilizzato tutto ciò che è necessario per l’approccio ai covid positivi». E aggiunge: «Il rappresentante per la sicurezza ha effettuato il sopralluogo già il 3 aprile scorso e non più tardi del 12 maggio lo stesso Rls si è presentato per un ulteriore sopralluogo. Al riguardo, come abbiamo avuto modo anche di specificare nel corso dell’incontro del 24 aprile, il 30 aprile è stato inviato il verbale e il protocollo operativo, sia il direttore della struttura che il direttore del servizio di prevenzione e protezione si sono, come sempre, dimostrati disponibili a effettuare i sopralluoghi richiesti».
Sul fronte delle attività territoriali l’Asl Toscana Nord ovest conferma che «saranno rapidamente ripristinati tutti i servizi distrettuali, attualmente reindirizzati su Venturina» e ribadisce «l’impegno a reperire una sede idonea per la ricollocazione dei servizi distrettuali», supportando «concretamente, in collaborazione con la Società della salute, lo sviluppo della riabilitazione di Campiglia. Infine, si fa presente che la direzione il 30 aprile ha incontrato il sindaco di Campiglia Marittima e gli altri amministratori locali, allo scopo di approfondire ogni aspetto tecnico della nuova organizzazione della struttura. Ancora, il direttore generale ha incontrato personalmente il sindaco Ticciati proprio per fugare ogni dubbio in ordine alla assoluta rispondenza dell’operazione alle normative e disposizioni che tutelano la sicurezza dei pazienti e dei dipendenti della Asl stessa». E conclude precisando che «il centro di Campiglia non è stato trasformato in codice 56, ma rimane una struttura ex-articolo 26, il fatto che all’interno vengano accolti pazienti covid positivi non ne determina la trasformazione». — M.M.
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