Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

135 titolari di negozi e imprese in cammino per chiedere aiuto

Manolo Morandini
 135 titolari di negozi e imprese in cammino per chiedere aiuto

Arrivano da Venturina Terme e Campiglia per l’iniziativa di Attività Unite sotto il palazzo comunale

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Manolo Morandini / CAMPIGLIA

Un passo alla volta. Sapendo qual è la strada da percorrere. Arrivano ai piedi del borgo. Si organizzano per salire a piccoli gruppi, per non creare assembramenti, fino a piazza della Vittoria. E qui incontrano la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati. «Le consegniamo simbolicamente le nostre attività in mano. Chiediamo un aiuto per affrontare i problemi che ci sono stati e quelli che arriveranno». A parlare a nome di tutti è Michela Gozzoli del ristorante Dalle Bimbe. Al suo fianco decine di commercianti, artigiani, esercenti e imprenditori.

Tutti reggono un foglio con sopra il nome della loro attività. Quella che prima del lockdown, la strategia di contenimento dei nuovi contagi da coronavirus, significava avere un lavoro e futuro.

L’altra faccia del coronavirus è un’economia che rischia di finire in ginocchio. Ha i volti di chi ha scelto di non rimanere invisibile. Sotto l’insegna Attività Unite ci sono 135 realtà del tessuto di Campiglia Marittima e Venturina Terme. Un universo che va dal commercio alla ristorazione, dai servizi all’accoglienza turistica. Niente più campanili. La situazione non ammette sfumature. Parlano a una sola voce le decine di teste che messe insieme fanno numeri da grande fabbrica. Tra titolari e dipendenti si sfiora quota mille. A ricordarlo per dare misura e significato all’iniziativa, che di primo mattino li ha portati in piazza, è una voce che approfitta di una pausa nel discorso della sindaca Ticciati. «Mancano tutti i nostri dipendenti qui in piazza», grida. E scatta l’applauso a sostegno.

«È un momento complicato per voi che avete delle attività e lo è anche per noi perché una cosa di questo genere non era immaginabile e non eravamo preparati ad affrontarla – dice Ticciati –. Ci siamo rimboccati le maniche come avete fatto voi e ringrazio tutti per la responsabilità e il senso di comunità che ci hanno facilitato il lavoro». Al fianco della sindaca ci sono anche gli assessori. «Oggi la vera emergenza è quella economica – sottolinea –. Siamo con voi e faremo tutto quello che è possibile per darvi una mano. Stiamo rivedendo il piano degli investimenti e le poste di bilancio perché oggi la priorità è quella di trovare le risorse per dare una mano. Aspettiamo il decreto del Governo perché il Comune da solo non ce la può fare. Non abbiamo fatto proclami e stiamo lavorando in modo serio per orientare le nostre misure rispetto alle esigenze del territorio e non sovrapporci a quelle del Governo».

A Ticciati vengono consegnati uno ad uno i cartelli con i nomi delle attività, ma anche una pagina con richieste puntuali. Una dozzina di punti da cui partire per avviare il confronto con l’amministrazione comunale. Questo pomeriggio la prima videoconferenza tra una rappresentanza di Attività Unite e della giunta.

Il documento di Attività Unite si apre con una premessa: «Questa emergenza, seppur in modi diversi, ci coinvolge tutti». Si chiedono contributi a fondo perduto per accompagnare le spese della ripartenza e garantire un minimo di liquidità, con criteri e modalità di accesso da definire. E che l’amministrazione comunale faccia da mediatore con le banche del territorio per l’accesso al credito. Inoltre, azzerare per l’anno in corso e il prossimo la Tari. E così le tasse su pubblicità e insegne. Cancellare l’imposta per il suolo pubblico, aumentando gli spazi a tutti gli esercizi là dove è possibile, anche a discapito dei parcheggi. E ridurre l’Imu per i proprietari degli immobili commerciali con l’obbligo per gli stessi di abbassare in ugual misura il canone di affitto ai locatari.

Il nodo Asa: «A fronte del significativo debito che l’azienda ha con questo Comune – si legge nel documento – si chiede che il credito venga parzialmente recuperato azzerando le bollette degli esercizi commerciali». In tema di utenze si chiede di azzerare i pagamenti di luce e acqua per i mesi di chiusura e di ridurre quelli per i mesi successivi al solo effettivo consumo. Sagre e fiere: «Annullare e ridurre gli eventi che vanno a incidere negativamente sulle attività commerciali». Riorganizzare le due Ztl di Campiglia e Venturina. Curare il decoro urbano. Ma anche collaborazione e sinergia con tutti i comuni della Val di Cornia e una promozione mirata. —

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