Il Tirreno

COMPLESSA OPERAZIONE ALL’OSPEDALE DI PIOMBINO 

Trapianto di fegato nella notte salva la vita a una sessantenne

Trapianto di fegato nella notte salva la vita a una sessantenne

Il donatore è un elbano, la famiglia non ha esitato a consentire l’espianto Sinergia tra la Terapia intensiva di Villamarina e un’equipe chirurgica bolognese

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO

L’ospedale di Piombino ha reso possibile, nella notte di sabato scorso il prelievo del fegato da un paziente elbano, colpito da emorragia cerebrale e di cui dopo tutti i tentativi di salvarlo era stata dichiarata la morte cerebrale. Il suo fegato è andato in Emilia Romagna, a una donna di 60 anni che soffriva di un’insufficienza d’organo in fase terminale: l’intervento è perfettamente riuscito.

A darne notizia è l’Asl spiegando che in seguito «alla tempestiva segnalazione del potenziale donatore da parte della Terapia intensiva piombinese diretta dal dottor Michele Casalis, il coordinamento locale ospedaliero ha avviato la procedura di valutazione d’idoneità in sinergia col centro regionale di riferimento e il centro nazionale trapianti».

Superato questo passaggio l’equipe chirurgica del centro trapianti dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna ha raggiunto in elicottero il blocco operatorio dell’ospedale Villamarina per procedere al prelievo del fegato. «Il complesso percorso assistenziale – dice la nota dell’Asl – è stato condiviso con la famiglia del donatore che non ha esitato a dichiarare la propria volontà favorevole al prelievo».

«Questi risultati – spiega Sonia Lachi, coordinatrice locale per le attività connesse alle donazioni all’ospedale di Piombino – sono prima di tutto frutto del senso etico dei nostri cittadini e delle loro famiglie. Ritengo doveroso esprimere uno speciale ringraziamento alla famiglia del donatore che ha condiviso questo percorso assistenziale contribuendo a restituire una nuova prospettiva di vita a una paziente, per la quale il trapianto rappresentava l’unica opzione terapeutica rimasta».

Lachi ritiene «altrettanto doveroso ricordare il ruolo dei professionisti impegnati nel percorso: medici e infermieri della Terapia intensiva, del blocco operatorio, della sezione di neurologia, della radiologia e del coordinamento locale ospedaliero, che come sempre hanno dimostrato la loro sensibilità alla terapia trapiantologica, elevate capacità professionali e un livello ottimale di integrazione multiprofessionale e multidisciplinare con i professionisti della rete nazionale trapiantologica». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web