La protesta
Lunedì riapertura ai clienti, ma manca ancora chiarezza
Mentre gli operatori si organizzano, si aspettano dettagli sulle linee guida Durante il blocco, impennata dell’abusivismo e decine di segnalazioni alla Cna
PIOMBINO
Non è solo il quando riaprire, che a questo punto in Toscana dovrebbe essere confermato per lunedì, fatti salvi gli ultimi passaggi. Il punto è come.
A ieri pomeriggio, estetisti, tatuatori, parrucchieri non conoscevano ancora il dettaglio delle linee guida da adottare per poter riprendere il lavoro in sicurezza.
Alcuni elementi sono emersi dal tam tam tra colleghi e dal web, in cerca di protocolli attivati in altre realtà. In certi casi, parte degli acquisti sono già stati fatti e se lo sblocco sarà confermato, il fine settimana servirà a mettere a punto locali e dotazioni. Sapendo che molto cambierà.
«La situazione è decisamente complicata. Anche dal punto di vista delle procedure, ci sono stati iter modificati in corso d’opera», commenta Alessia Fagioli, coordinatrice Cna per la zona.
Forse non tutti riusciranno a riaprire. La situazione era già complicata in fase pre-Covid. La chiusura, come in molti altri casi, ha assestato un colpo che per alcuni potrebbe essere difficile da superare.
C’è chi ha voglia di parlarne e chi no. Si intrecciano storie di sussidi non sempre arrivati, di affitti da pagare o sospesi ma al momento. Storie di mutui accesi per affrontare i costi aziendali, il fisco, e quanto deve uscire ogni mese da entrate che però non ci sono state. E il lavoro al nero, nelle case, anche pubblicizzato tranquillamente sui social come se fosse del tutto normale. Un’impennata, durante lo stop, secondo Alessia Fagioli, che di segnalazioni ne ha ricevute a decine, finite quasi sempre nell’impossibilità di intervenire nell’immediatezza da parte delle forze dell’ordine.
«E’ una piaga che contrastiamo da sempre e che in questo periodo si è accentuata nonostante i rischi aggiuntivi in fatto di sicurezza sia del cliente che dell’operatore. Per non parlare di etica e di correttezza nei confronti di chi paga tutto fino all’ultimo euro e lavorava in base a norme igienico-sanitarie precise già prima del Covid», sottolinea la coordinatrice Cna.
Questo dell’abusivismo aggiunge amarezza tra chi le regole le rispetta ed è alle prese con molti interrogativi sulle prospettive. C’è però, anche voglia di reagire. Molto cambierà, si diceva. Si lavorerà solo su appuntamento e via dai locali, giornali o riviste. Questo lo si sa. Le presenze, in base agli spazi, potranno essere concomitanti ma senza interferenze. La clientela non dovrà incrociarsi. Ciascuno entrerà con la sua mascherina che al momento del trattamento sarà riposta in una busta per essere riconsegnata all’uscita mentre all’interno sarà l’operatrice a fornirne un’altra. Igienizzazioni, sanificazioni e altri elementi, secondo direttive imminenti.—
V.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
