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Attacco all’Azienda «Motivi i ritardi sul progetto Valli Etrusche»

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campiglia

«La decisione dell’Asl sul centro di riabilitazione covid di Campiglia e le modalità con le quali è stata portata avanti e difesa segnano una pagina nerissima nelle relazioni e nella cooperazione tra le istituzioni del territorio». Così la segreteria Pd della Federazione Val di Cornia Elba che parla di decisione dell’Azienda «non concordata e poco trasparente». A cui si aggiunge il fatto «senza precedenti», di averla «voluta imporre senza dialogo».

Come testimoniato dalla lettera firmata da quattordici sindaci della Società della salute «l’Asl ha operato senza il minimo interesse verso le posizioni del sindaco – prosegue la segreteria della Federazione Pd –, delle forze politiche tutte in consiglio comunale, delle organizzazioni sindacali. Ma, fatto ancora più grave, senza tenere conto dell’opinione dei cittadini già provati da un periodo tanto complesso ed estremamente sensibili sulla risoluzione dell’emergenza covid. Il riferimento non è al progetto in sé, ma al rispetto per un territorio che storicamente non ha mai fatto mancare il proprio apporto nella razionalizzazione dei servizi, nell’accoglienza dei più deboli, nell’innovazione e che certo non deve dimostrare nulla al dirigente di turno dell’Asl».

La sindaca Ticciati per la federazione Pd «ha assunto fin da subito una posizione di dialogo trasparente con cittadini e Azienda. Ciò che è seguito sembra più la volontà di un atto di forza che di programmazione. Invece di usare questa “forza” per imporre il centro di riabilitazione covid, l’Asl farebbe bene a motivare le ragioni dei ritardi sull’attuazione del progetto Valli Etrusche che giace nei cassetti da luglio 2019. In quel progetto i Comuni della Val di Cornia e della Bassa Val di Cecina non hanno certo rinunciato all’innovazione e hanno scelto, prima di molti altri, la fusione delle zone e della rete ospedaliera. Per provare a migliorare i servizi ai cittadini, la qualità e gli standard delle prestazioni. Ma quella rete poggia inevitabilmente sulla realizzazione di tutti gli interventi previsti, di cui a oggi non si vede nemmeno l’inizio».

A proposito dei ritardi. «Più volte, partiti e istituzioni, hanno evidenziato la necessità di rilanciare le politiche sanitarie di questo pezzo di Toscana, 170.000 persone, con un enorme ampliamento della platea legata al turismo, e di farla riemergere dalle secche in cui è incagliata – conclude la segreteria Pd –. Non alimentando una competizione dannosa fra ospedali e cittadini dei vari comuni, ma costruendo una diffusione equilibrata sul territorio di servizi, tutti efficienti e tutti di alta qualità. Su questo attendiamo risposte urgenti e non più rimandabili». —



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