Gioco
Ferrucci allarga il quadro allo stato dei servizi «Tante carte, pochi fatti»
Il sindacalista mette in fila i documenti approvati a più riprese per le Valli Etrusche «A Campiglia si tenta di rimediare al fallimento della società mista per le protesi»
Manolo Morandini / campiglia
«Sullo stato dei servizi sanitari della Val di Cornia non si può fare astrazione dai contenuti della programmazione e dalla incapacità o mancata volontà di attuazione». Così il segretario provinciale Fials Livorno Massimo Ferrucci. Che sottolinea: «Programmazione approvata e rivisitata in più occasioni».
Il primo documento è di marzo 2018. «Prevede per l’ospedale di Piombino l’istituzione dei posti letto per il servizio Psichiatria diagnosi e cura (Spdc), l’emodinamica nell’ambito del rete tempo dipendenti, ristrutturazione e riallocazione del pronto soccorso e veniva sostanzialmente disposta la chiusura del punto nascita – dice il segretario Fials –. Nel documento di programmazione dell’Azienda Usl, sempre del 2018, si riproponevano gli stessi obiettivi e per il Centro di riabilitazione di Campiglia l’impegno alla sua riqualificazione. A luglio 2019 la delibera della giunta regionale e a ottobre la Società della salute approvava all’unanimità il Piano di potenziamento e la riqualificazione degli ospedali di Piombino e Cecina, con l’indicazione di nuovi assetti organizzativi e specifiche azioni e investimenti». Che aggiunge: «In tale piano non figurano più la sala di emodinamica e non si trova traccia della riqualificazione del Centro di riabilitazione di Campiglia, contemplate negli indirizzi della Conferenza dei sindaci e vengono riproposti impegni dei documenti 2018»
Nel piano, per l’ospedale di Piombino, si prevede per l’urologia «che deve assolvere ad interventi endoscopici e chirurgia minore l’assunzione di un medico ma ad oggi i medici strutturati sono ancora 2, per l’ortopedia dovevano essere assunti 3 medici e non ci risulta che ciò sia avvenuto. Inoltre, dovevano essere assunti 3 pediatri e 3 ginecologi e fatto un investimento di 200mila euro per l’adeguamento del Punto nascita ormai chiuso dal giugno 2019, per Spdc assunzione di 5 medici psichiatri, 13 infermieri e 5 operatori socio sanitari e 480mila euro per la struttura».
Ferrucci tira le somme: «Molti documenti pochi interventi tant’è che la situazione nell’ospedale è rimasta inalterata o peggiorata – dice –. I sindacati confederali che hanno condiviso la programmazione sanitaria, e accettato l’esiguo numero di assunzioni proposto dall’Azienda sanitaria non dovrebbero lamentarsi, per la fase di declino dei servizi socio sanitari della Val di Cornia, ma dovrebbero farsi una grande autocritica anche per il totale sostegno alle direzioni aziendali e alla giunta regionale. Analogamente i rappresentanti delle istituzioni che hanno sottoscritto il piano in ambito della Società della salute dovrebbero chiedere le dimissioni di una direzione aziendale inadempiente e inaffidabile».
Risultato? «Non si è visto una sola realizzazione o un cronoprogramma di interventi – sostiene –. Ci sono le risorse per l’adeguamento e la riapertura del Punto nascita? Si indichino le scadenze o venga detto che il Punto nascita sarà unico e a Cecina. I finanziamenti per i posti per Spdc sono fruibili? Dove sono le Case della salute? Tali strutture sono fondamentali per incrementare il livello delle attività territoriali e della medicina di base che sono presidi di prevenzione e cura dei pazienti non acuti».
Il Centro di Campiglia per pazienti negativi e covid positivi che «possono essere trattati negli ospedali di ogni zona è un maldestro tentativo di rimediare al fallimento del progetto della società mista tra Asl e privati per la costruzione delle protesi. Occorre una nuova programmazione sanitaria che sposti il baricentro verso il territorio e valuti la necessità di aumentare i posti letto di terapia intensiva, sei quelli a Piombino, e l’abbandono del modello per intensità di cure. Occorre un ricambio della attuale direzione e un confronto sulla programmazione e riorganizzazione delle strutture con tutte le componenti sindacali e sociali». —
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