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Energia dal sole, nuovo progetto 66 ettari in zona Bocca di Cornia

M.M.
Energia dal sole, nuovo progetto 66 ettari in zona Bocca di Cornia

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Zona Bocche di Cornia nel mirino del colosso spagnolo delle energie rinnovabili Solarig. Il gruppo, che opera in 16 Paesi e dichiara una potenza installata di 4.500 Mw in 220 centrali solari, ha opzionato 66 ettari di terreni coltivati a seminativo per realizzare un maxi impianto fotovoltaico capace di produrre 50,8 MWh all’anno.

L’operazione, tramite la controllata Solar Energy Sette Srl, ha una scala in potenza che è cinque volte l’iniziativa poi ritirata a marzo della società torinese SVP Energy 1 Srl, che si proponeva di dare corpo a una centrale capace di produrre 9,8 Mw di energia elettrica su 16 ettari di terreni al margine settentrionale dell’area produttiva di Montegemoli. Questa volta, invece, l’area interessata è sul lato mare rispetto alla direttrice della strada 398. Interessa un’area a forma triangolare, compresa a ovest dalla Ss 398, a sud dalla provinciale 40 e a est dal fiume Cornia. È qui che ha in progetto di installare 76.024 pannelli fotovoltaici monocristallini bifacciali, montati su delle strutture a inseguimento mono-assiale est-ovest, dette tracker, in metallo i cui sostegni sono “avvitati” a terra.

La potenza nominale dell’impianto che il 29 aprile è stato presentato sui tavoli della Regione Toscana è pari a 33,830 MWp. Il conto alla rovescia è scattato da quel giorno. In tutto sono previsti 45 giorni per consultare i documenti del progetto, presentare osservazioni e memorie scritte nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale dell’opera, che fa capo al settore Via della Regione Toscana. Tutte le carte sono consultabili dal sito web della Regione Toscana all’indirizzo: www.regione.toscana.it/via.

Il progetto insiste su uno spicchio di territorio che rientra nelle cosiddette aree deperimetrate con le delibere regionali 68 del 2011 e 107 del 2012. In pratica, le aree dette deperimetrate sono quelle che sono state individuate e ritenute le uniche adatte per impianti fotovoltaici, recepite con il Piano ambientale ed energetico regionale del 2015, che le ha anche sottoposte a valutazione ambientale strategica (Vas). La società nelle carte del progetto segnala che non vi sono interferenze di alcun genere ne vincoli di cui dover tenere conto. Si tratta di terreni coltivati a seminativo che sono stati messi a disposizione con contratti preliminari per la vendita o di concessione del diritto di superficie per 30 anni. Le aree interessate dal progetto fanno capo a tredici proprietari e tutti, stando a quanto dichiarato dalla Solar Energy Sette Srl hanno stipulato un contratto preliminare per la vendita tranne uno che ha scelto la formula della concessione del diritto di superficie.

Nel progetto si dichiara una vita utile dell’impianto di 30 anni e sono già stati presi accordi con il gestore della rete elettrica nazionale per l’eventuale cessione dell’energia prodotta in caso l’iniziativa vada a buon fine. Nell’illustrare le ragioni alla base dell’investimento si sottolinea che i 66,47 ettari sono parte di un triangolo di 170 ettari e che si prevede di realizzare un programma di integrazione fra l’utilizzo agricolo dei terreni compresi nell’impianto e la produzione elettrica, in base a soluzioni già sperimentate in altre realtà simili. – M.M.

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