Italia
«Ora riparta il confronto sul piano industriale di Jindal»
PIOMBINO
Dopo le elezioni di febbraio e le limitazioni imposte dall’emergenza del coronavirus, ieri il consiglio di fabbrica di Jsw e Piombino Logistics si è confrontato in videoconferenza. Segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm e rsu hanno discusso delle linee guida da mantenere in stabilimento, contenute nel Protocollo sulla sicurezza, e del futuro dello stabilimento, «riprendendo da dove eravamo rimasti – dice una nota sindacale – dopo l’ultimo incontro al Mise del 18 febbraio». Secondo il consiglio di fabbrica «è necessario ripartire da lì, da quella proroga di 4 mesi richiesta dal Gruppo indiano per la presentazione del piano industriale sull’area fusoria. Una proroga mai ufficialmente concessa dal Governo ma che nei fatti è stata utilizzata con una sorta di silenzio-assenso e resa necessaria dall’emergenza mondiale sanitaria. All’ultimo incontro ministeriale fu individuata la necessità di un “tavolo tecnico” da affiancare al Gruppo di coordinamento e controllo, che avrebbe dovuto supportare il progetto Jsw e affrontare il tema della proroga delle concessioni portuali, il tema del costo energetico, il tema dei finanziamenti e delle infrastrutture necessarie. Come Fim, Fiom e Uilm avevamo chiesto inoltre l’allungamento dell’attività di sorveglianza nel caso di proroghe, di garantire tutti i lavoratori e accompagnare il progetto con adeguati ammortizzatori sociali».
Dal consiglio di fabbrica emerge dunque la necessità «di coinvolgere le strutture nazionali di Fim, Fiom e Uilm per ripartire tutti insieme da dove eravamo rimasti, dalla necessità di convocare quel tavolo tecnico, di attivarsi affinché si torni a confrontarsi come sindacato con le istituzioni nazionali e con Sajjan Jindal per poter garantire un futuro alla siderurgia piombinese».
Il sindacato si dice convinto che «quest’emergenza dovrebbe aver fatto capire a tutte le istituzioni nazionali, regionali e comunali, che le produzioni strategiche come la siderurgia, nel nostro Paese, non possono dipendere dalla volontà dei Paesi esteri. Il dopo Coronavirus deve ripartire con la tutela della siderurgia da parte del Governo italiano, con tutti i mezzi e fondi economici».
Intanto proseguirà nei prossimi giorni il confronto delle rls e rsu all’interno della Commissione Covid19 «per risolvere le varie criticità che si sono presentate in questi giorni nella ripartenza delle produzioni. Problematiche come le tempistiche adeguate per effettuare le sanificazioni negli ambienti di lavoro, la tutela e la chiara definizione dei lavoratori fragili, lo snellimento (evitando assembramenti dei lavoratori) durante gli ingressi e uscite in stabilimento. Sono argomenti sul tavolo – dice il sindacato – che devono celermente trovare adeguate soluzioni per garantire la sicurezza in questa fase di ripartenza, che auspichiamo non sia estemporanea ma che possa avere un’adeguata continuità. Per questo motivo chiediamo alla direzione di conoscere quanto prima le profondità di lavoro dei treni di laminazione e quali sono le strategie per acquisire ordini e commesse». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google