Gioco
Dopo il blocco, Liberty steel riparte senza intoppi
PIOMBINO
Ripartenza nel segno della normalità. In Liberty steel l’attività è ripresa regolarmente.
I protocolli sembrano funzionare, gli adeguamenti sono stati completati e le dotazioni sanitarie ci sono. Anche gli ordinativi. Per questo da lunedì scorso, inizio della Fase 2, i dipendenti dell’ex Magona non sono più coperti dalla Cassa integrazione Covid 19. La procedura resterà ancora aperta per garantire il sostegno ai lavoratori interinali che, per una questione di affiancamento, rientreranno gradualmene al lavoro prima della scadenza dell’ammortizzatore sociale. Sono circa una trentina.
Fim, Fiom e Uilm registrano commenti positivi tra i lavoratori rientrati dal blocco delle attività. Attività che comunque in Liberty non sono mai state congelate del tutto. Maurizio Cantagalli, coordinatore Fim Cisl riferisce di giuduzui buoni, accompagnati, qualche volta, da un certo stupore per il livello organizzativo e strumentale raggiunto.
Entro fine mese tutti i circa 520 lavoratori saranno sui reparti.
Dopo un caso di positività al virus tra dipendenti dell’indotto dei trasporti, l’azienda si era fermata il 17 marzo scorso ed era cominciata l’operazione di adeguamento alle prescrizioni. Questo, insieme ai codici Ateco e agli ordinativi ricevuti dalla filiera sanitaria, ha permesso di mitigare il lockdown.
«Si stimano almeno 130 mila euro di investimenti a cui sono da aggiungere le somme in preventivo per dpi, sanificazioni e ciò che servirà nei prossimi mesi. Lo sforzo aziendale va riconosciuto, come l’impegno del sindacato in questa direzione e quello dei lavoratori nel rispettare le regole», sottolinea Cantagalli.
Particolare attenzione è stata posta agli spazi comuni, come la mensa e gli spogliatoi. Ma anche sulle linee di produzione dove il plexiglas, in manufatti removibili, riesce a separare adeguatamente gli addetti, garantendo il distanziamento previsto. Che in Magona resta di un metro e ottanta anche se la Regione lo abbia appena inquadrato come “consigliabile” e non più obbligatorio, rimandando al metro fissato in ambito nazionale. —
V.P.
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