Gioco
Un team di esperti al lavoro per aprire i Parchi in sicurezza
L’ente si affida gli studiosi del Campus biomedico universitario di Roma Si cercano soluzioni per rendere fruibili ai gruppi sentieri, spiagge e aree protette
PORTOFERRAIO
Un team di esperti del Campus biomedico universitario di Roma studierà come fruire delle aree protette, dei sentieri e delle spiagge nelle aree dei Parchi toscani, arcipelago toscano compreso.
È quanto ha reso noto il Parco nazionale dell’arcipelago toscano al termine del confronto online, tenutosi lunedì scorso, tra Giampiero Sammuri (presidente del Parco nazionale Arcipelago toscano e di Federparchi Europarc Italia, Luca Santini (Parco nazionale Foreste Casentinesi Montefalterona e Campigna), Fausto Giovanelli (Parco Appennino Tosco Emiliano, Lucia Venturi (Parco Maremma), Giovanni Maffei Cardellini (Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli).
Tutti i Presidenti intervenuti concordano con la necessità di riaprire alla fruizione le aree protette, sia per aiutare la salute fisica e psicologica delle persone sia per decongestionare le aree urbane, troppo piccole per consentire il distanziamento fisico, senza considerare la possibilità di dare ossigeno alla economia sostenibile.
«I Parchi – hanno spiegato i presidenti dei parchi toscani, riuniti in videoconfernza – sono abituati alla fruizione controllata e hanno la possibilità di organizzare guide esperte per lo svolgimento delle escursioni in sicurezza». Procedure in sicurezza già sperimentate tra l'altro a Montecristo l'8 marzo, subito prima della chiusura totale per l'emergenza sanitaria. Per questo hanno congiuntamente scritto al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, affinché sostenga le loro proposte.
Ma si è fatto di più. Federparchi ha coinvolto in un protocollo d'intesa un team di esperti del Campus biomedico universitario di Roma per studiare come fruire delle aree protette, sentieri spiagge in sicurezza, con il supporto di validazioni mediche, e nel rispetto delle disposizioni della fase due. Durante la conferenza è stato chiesto cosa si stia pensando per la fruizione subacquea.
Giampiero Sammuri, a tale proposito, ha evidenziato che «il virus sott'acqua non si diffonde e dunque il problema non è tanto l'immersione, ma come si arriva sul punto in cui ci si può immergere, gommoni e imbarcazioni non garantiscono il distanziamento di sicurezza, forse le immersioni dalla costa si possono fare». Il presidente del Parco nazionale Giampiero Sammuri ha aggiunto che, comunque, «gli esperti stanno lavorando anche sulla fruizione delle aree marine e che a breve uscirà una proposta sulla fruizione sia a terra che a mare, alla valutazione di tutti i parchi, da proporre poi al Governo e in particolare al ministero dell’Ambiente». —
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