Toscana
Il profumo del caffè da asporto racconta la nuova “normalità” che parte dai bar
De Monaco: «Teniamo in vita il locale, e le persone sono contente» Biondi: «Pochissimi clienti, troppe spese rispetto agli incassi»
Cecilia Cecchi / PIOMBINO
Il profumo del caffè tostato o il rumore dello “sbuffo” per la schiuma del cappuccino: piccoli riti che sono mancati a tante persone. E la riapertura di un buon numero di bar-pasticceria sta dando un gusto diverso a questo inizio settimana che ha dato il via alla fase 2 dell’emergenza sanitaria Covid 19. Piccoli passi per una diversa normalità.
Difficoltà e problemi restano, comunque, però anche questi esercenti scelgono la resilienza al lavoro adattandosi ai cambiamenti, pronti ad affrontare le sfide rivolgendosi al prossimo futuro .
A Salivoli, la pasticceria Chiccheria su via lungomare Marconi 59 coi locali in restyling fa consegne a domicilio dal martedì alla domenica.
Invece il bar Bricc’o, in piazza Berlinguer, ha unito alle consegne a casa la colazione d’asporto. Dietro il banco in coppia Federico Lenzi e Lucia Mugnaini: «Piano piano stiamo ricominciando – raccontano – pensavamo peggio... Cerchiamo di guardare le cose in prospettiva sperando che la situazione sanitaria vada migliorando. I clienti sono soddisfatti , ci ringraziano e questo ripaga più di tutto».
Solo consegne a domicilio per la pasticceria Biondi in piazza Aldo Moro. «Importante far vedere che ci siamo – racconta il titolare Luca Biondi – ma questo può valere per la pasticceria non per il bar... portare un cappuccino a casa garantendo lo stesso gusto,non me la sento. I clienti, poi, sono pochissimi e davvero in questo momento risultano troppe spese rispetto agli incassi. Mi è appena arrivato un sollecito da Enel per una bolletta di 680,33 euro per un mese con le macchine spente e attivi solo i refrigeratori... Plexiglas al banco? – prosegue Luca Biondi –. Ancora una spesa in più che poi non rimborsa nessuno. Quando apriremo mi auguro belle giornate e la possibilità di poter posizionare più tavoli fuori». In centro un po’ più di movimento c’è. Quasi mini, ordinatissime file davanti ai locali aperti. Al bar Falesia si scherza davanti al “tavolino” sulla porta che si affaccia su piazza Cappelletti. C’è sempre qualcuno che lascia non solo un caffè sospeso per “l’inglese”, il senza tetto con cane a seguito stanziale di giorno davanti al Metropolitan. Bar Falesia, un’altra storia di famiglia. Ricorda Sandro De Monaco: «Abbiamo inventato questa cosa una settimana fa, portare la colazione nelle case. Certo – ricorda – non si fa per il guadagno... ma le persone prenotano e soprattutto sono contente. Tutto per tenere in vita il bar e poi da giovedì si passa in pizzeria. Per le attività un coma vigile. La soddisfazione? Proprio cercare di assicurare la normalità a chi ci cerca e ci chiama. Sono qui dalle 4,30 come sempre con le infornate sulle prenotazioni per garantire paste calde nelle case. Babbo sarebbe contento».
Al bar Maria Pia, di fronte all’ingresso della Coop, a distribuire paste e cappuccini Francesca Calise: «Poche persone è vero – dice – anche per gli aperitivi a domicilio. C’è voluto tempo per capire persino come lavorare, ma ora conta il passaparola». Dopo la chiusura dal 12 marzo e la consegna a casa delle colazioni dal 22 aprile, «economicamente non ne varrebbe la pena – sottolinea Francesco Lavagnini (Twenty caffè corso Italia) ma la risposta resta positiva sia per il delivery che per gli aperitivi che cominceremo a portare da venerdì. Necessario ricordare che ci siamo». Si sorride dalle mascherine anche dalla pasticceria Anselmi, via Galilei o dalla Caffetteria del Corso: al momento resistere con passione è per tutti il modo migliore per dimostrare di esserci. –
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