Gioco
Il Pd: «La grande distribuzione aiuti le aziende locali»
A Conad, Coop e altri viene chiesto di approvvigionarsi in Val di Cornia
La proposta
La grande distribuzione aiuti il settore agroalimentare della Val di Cornia. È quanto chiede il Pd di Riotorto: «Dobbiamo riconoscere, con molto piacere, che dall’ultimo nostro documento sulla crisi dell’agricoltura locale e sulle relative azioni da intraprendere sono stati fatti passi in avanti. La Regione ha approvato interventi pari 8 milioni e mezzo di euro ed è stato aperto un tavolo regionale con i rappresentanti della grande distribuzione, a cui è stato chiesto di privilegiare in questo momento i prodotti agricoli toscani. In Val di Cornia, grazie alla volontà dei Comuni, è nato il portale web “Tipico Val di Cornia” . Un marketplace che permetterà alle aziende di vendere i prodotti locali online. Quest’ultima azione può essere una tessera di un puzzle, con la consapevolezza che il commercio online, come misura esclusiva, non sarà capace di risollevare l’agricoltura locale, già fortemente in crisi nel 2019, anno disastroso e con un andamento nel 2020 non certamente migliore».
«Ai problemi legati al commercio online di prodotti agroalimentari - prosegue il Pd - dobbiamo aggiungerci il fatto che la popolazione dei Comuni della Val di Cornia è la più anziana dell’intera provincia, della Toscana e dell’Italia (dati Istat). E conosciamo la difficoltà per gli anziani di utilizzare mezzi digitali. Per sensibilizzare l’acquisto dei prodotti locali da parte dei privati i Comuni della Val di Cornia potrebbero pensare a emettere dei buoni spesa da spendere esclusivamente per l’acquisto dei prodotti agroalimentari con marchio della Val di Cornia. La partita per aiutare il settore agricolo locale si può vincere solo grazie all’importante contributo dei supermercati. Sugli scaffali vediamo ancora troppi prodotti provenienti da Francia, Spagna, Germania, Olanda e da parti dell’Italia distanti km da noi».
«La grande distribuzione organizzata - ribadisce il Pd - come Conad, Unicoop Tirreno e altri, deve fare i propri approvvigionamenti dalle aziende della Val di Cornia in grado di garantire in qualsiasi momento qualità, tracciabilità dei prodotti e sicurezza alimentare. Una volta sugli scaffali i prodotti dovranno essere oggetto di una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini, cercando la fidelizzazione dei consumatori nei confronti dei prodotti locali in una visione di prospettiva, con l’idea di creare rapporti di consumo e distribuzione che possano consolidarsi nel tempo e garantire sostegno economico al territorio».
«I prodotti agroalimentari freschi e gli ortofrutticoli hanno registrato un calo nelle vendite a causa della chiusura delle attività di ristorazione, dei bar e di tutta la somministrazione - conclude il Pd - L’inizio della Fase 2 deve essere caratterizzato dall’apertura di un tavolo di confronto tra le associazioni di categoria del mondo della ristorazione e i rappresentanti del mondo dell’agricolo affinché siano scelti i prodotti locali . I prodotti più richiesti dai consumatori sono frutta, verdura e carne ma anche altri alimenti conservabili (dati Coldiretti). Per questo chiediamo a gran voce alla grande distribuzione di sostenere concretamente i nostri produttori acquistando prodotti del settore agroalimentare dalle aziende agricole della Val di Cornia». —
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