Il Tirreno

san vincenzo 

La protesta: «Sanzionato a 90 metri da casa»

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san vincenzo

Passa il tempo, cambiano le regole, ma resta l’amarezza per quella che ritiene una sanzione ingiusta. Così un nostro lettore, che ha scelto il velo dell’anonimato, ricostruisce quanto gli è accaduto il 7 aprile.

«Sono uscito di casa da solo per portare la spazzatura ai cassonetti verso le ore 18,30 – racconta –. Fatto ciò mi sono concesso un po’ di attività motoria all’aperto in prossimità della mia abitazione. Nel corso di questa mi si è accostata una volante della polizia municipale. L’agente mi ha subito ammonito riferendomi che non è consentito fare attività fisica durante questa emergenza. Al che ho fatto notare che l’attività fisica è invece prevista e consentita in prossimità della propria abitazione, con fogli alla mano». Che progegue: «Vivo in una zona praticamente disabitata (affitti per vacanze) e dove nel raggio di 500 metri saranno presenti 4-5 famiglie, quindi anche volendo non ci sono possibilità di effettuare assembramenti. Gli ho indicato la mia abitazione, poiché era ben visibile da quella posizione, ho fornito il mio documento e l’autocertificazione compilata. L’agente non convinto di quanto stavo affermando ha chiamato un’altra pattuglia. Ho dovuto attendere l’arrivo dei rinforzi e ho riferito nuovamente quanto stavo effettuando, sicuro di non aver violato le disposizioni dei vari decreti che si sono susseguiti nel corso dell’epidemia. Nonostante ciò sono stato costretto a firmare l’autocertificazione e sono stato informato che avrebbero sottoposto la questione al comandante, rischiando una multa di 400 euro. Due giorni dopo mi è stato consegnato il verbale a casa».

A seguito di controllo su Google maps il nostro lettore ha verificato che «risultavo a circa 90 metri di distanza da casa mia», sottolinea. E prosegue: «Qualche settimana prima dell’accaduto ero stato fermato insieme alla mia fidanzata da un’altra volante della municipale, altri agenti. Questi ci hanno ammonito e avvertito che non è concesso uscire di casa se non per motivi di assoluta urgenza definendo la situazione, testuali parole, “siamo agli arresti domiciliari”, omettendo invece che, secondo quanto indicato dai Dpcm, è concesso effettuare attività motoria in prossimità della propria abitazione. Anche in quella situazione abbiamo dovuto fare ritorno a casa perché sennò avremo rischiato di prendere una multa, ingiustificata, e solo frutto della disinformazione del cittadino». —



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