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Lettera appello al ministro Boccia «Dateci margini di autonomia»
Il sindaco Pasquini: «Le misure di riapertura tengano conto delle evidenti differenze territoriali»
suvereto
Carta e penna per portare al ministro per gli Affari regionali e autonomie Francesco Boccia la voce della sua comunità. Ha la forma della lettera aperta quella scritta dal sindaco di Suvereto Jessica Pasquini, inviata per conoscenza al governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, al presidente Anci Antonio De Caro e al presidente Anci Toscana Matteo Biffoni. Il punto è il quadro dell’emergenza sanitaria: «Alla data in cui vi scrivo non si è manifestato nessun caso positivo al covid-19 nei confini comunali, con numeri contenuti anche in tutta la provincia di Livorno». E prosegue: «Ora abbiamo bisogno di regole certe e chiare, possibilmente differenziate, come sono diversificate le condizioni ambientali e sociali di questo grande nostro Paese. Consapevole della delicata fase che stiamo attraversando e della necessità di non compromettere il lavoro fatto, è allo stesso tempo doveroso interpretare le necessità della popolazione e delle attività produttive e socio-culturali di ripartire al più presto e con regole ferme sulla convivenza con il virus».
Il sindaco chiede «protocolli di sicurezza sanitari, lavorativi e comportamentali precisi e chiari, in grado di accompagnare la riapertura delle attività produttive e sociali, in modo che possa ripartire anche la nostra diffusa ma già fragile economia». Che aggiunge: «Le misure sulla riapertura dovranno tenere conto delle evidenti differenze territoriali nella diffusione e nella gestione del contagio, nelle regioni e nei territori, anche riconoscendo alle amministrazioni locali, ai sindaci in primis, ragionevoli margini di autonomia fondati sul senso di responsabilità degli amministratori locali e dei cittadini, come hanno già dimostrato di avere in questi due mesi».
Valorizzare e dare uno sbocco a «questo senso di responsabilità civile maturato nei cittadini: non deprimerlo con la prospettiva di un incerto percorso, ma riaprendo da subito, seppure gradualmente e con le dovute precauzioni, le attività commerciali, produttive e socio-culturali a partire dalle zone meno colpite, con controllo e monitoraggio della situazione, pronti ad intervenire se malauguratamente se ne presentasse la necessità – sostiene –, ma non impauriti da una non più rinviabile ripresa delle nostre vite. Altrimenti si rischia davvero di vanificare lo sforzo fin qui profuso, anche in termini di fiducia e di credibilità nelle istituzioni. Tornare a vivere dopo la prova di responsabilità e i sacrifici personali: questa è la voce che si leva dalle nostre comunità».
Il primo cittadino di Suvereto si fa interprete di quello che definisce «un diffuso sentimento sociale», e sollecita il Ministro «di farsi portavoce in sede governativa della impellente necessità di misure territorialmente differenziate». Mentre ai presidenti DeCaro, Rossi e Biffoni chiede di sostenere la sua proposta che «sono certa, riguardi anche moltissimi comuni, specialmente piccoli comuni come il mio, che per varie ragioni possono rappresentare oggi anche un ambito privilegiato e un concreto tentativo di sperimentazione della ripartenza». —
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