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Cgil: «Il metodo utilizzato dall’Asl è inaccettabile»
Chiesto un incontro congiunto con Azienda e sindaco Tra le questioni aperte la chiusura dei servizi sociosanitari
campiglia
Sulla vicenda del Centro di riabilitazione di Campiglia la vicesegretaria Cgil provincia di Livorno Monica Cavallini e il funzionario Fp-Cgil provinciale Simone Assirelli non ci girano intorno: «Il metodo utilizzato dall’Asl è inaccettabile. Sul presente e sul futuro della struttura servono chiarimenti urgenti».
La richiesta di un incontro congiunto con Asl e sindaco risale al 10 aprile. «L’Azienda ha deciso di procedere su tavoli separati – sottolineano –. Continuiamo dunque a evidenziare la nostra contrarietà a procedere verso un progetto diverso da quello che conoscevamo e che ci è stato presentato, cioè un centro riabilitativo per pazienti negativizzati. Siamo contrari non per principio, ma per tutta una serie di problemi che derivano da questa scelta e perché la promiscuità accresce il rischio».
I sindacalisti Cgil tornano a evidenziare «forti criticità, dal punto di vista organizzativo, legate alla diversificazione dei percorsi sporco e pulito e alla vicinanza della Rsa. Inoltre, il personale addetto ai pazienti covid non ha ricevuto ne un’adeguata formazione ne le dovute visite mediche per verificare l’idoneità alla gestione di questo tipo di pazienti». E chiedono i dati a supporto delle ragioni di emergenza alla base del progetto Asl. «A oggi non ci ha ancora chiarito con precisione quanti siano i posti letto per la riabilitazione dei pazienti covid e quale sia la percentuale della loro occupazione. Chiediamo inoltre chiarimenti in relazione alle prospettive della riabilitazione visto l’abbassamento dei soggetti in rianimazione».
Cavallini e Assirelli ritengono non più rinviabile un confronto con l’Azienda e con i sindaci. «La gestione del centro di Campiglia non è un problema che riguarda solo i lavoratori e i cittadini di quel territorio – concludono –. Deve intervenire anche la Società della salute Valli Etrusche. Serve un maggior coinvolgimento di tutti gli attori in campo, anche in vista del futuro piano sociosanitario. La chiusura dei servizi sociosanitari di prossimità ha creato non pochi problemi ai cittadini che adesso non riescono più a trovare risposte sul territorio. E non è ancora chiaro quando questi servizi potranno riaprire». —
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