Il Tirreno

L’EMERGENZA CORONAVIRUS 

Le fabbriche ripartono in anticipo sul 4 maggio

(cloz)
Le fabbriche ripartono in anticipo sul 4 maggio

Magona ha già riavviato la produzione, Jsw riprende oggi più lentamente Camping cig polemico: quest’accelerazione è sorprendente e pericolosa

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PIOMBINO

Le fabbriche si rimettono in moto in anticipo rispetto alla data prevista del 4 maggio. Qualcuno lo fa più lentamente di altri, con pochi addetti, ma di fatto la ripartenza è avviata in Jsw, Magona, Tenaris e Piombino Logistics (queste due ultime aziende in realtà non si sono mai fermate del tutto). Ciò è stato reso possibile dalla comunicazione fatta dalle aziende al prefetto, con la formula del silenzio-assenso che salvo risposta contraria consente appunto di ripartire.

Così in Magona sono già in marcia da giovedì zincatura 5 e decapaggio, oggi sarà la volta di treno e verniciatura, grazie a una serie di ordini di aziende legate alla filiera sanitaria, che messi insieme consentono a Magona di produrre e spedire circa 10mila tonnellate di materiale. In Magona la scelta di ripartire è stata presa di concerto con i sindacati, dopo la condivisione di un protocollo di sicurezza. In totale questa ripresa interessa circa 200 lavoratori, con l’obiettivo il 4 maggio di riagganciarsi a un numero di ordinativi che diano continuità alla produzione.

I sindacati dei metalmeccanici in realtà avevano chiesto in due riprese un incontro urgente al prefetto Gianfranco Tomao, da cui però non hanno mai avuto risposta. Da lì per loro, dopo la comunicazione di Magona e Jsw al prefetto della ripresa di alcune attività, non è rimasto che l’impegno a vigilare sul rispetto dei protocolli condivisi con le aziende.

In Jsw la ripartenza fissata per oggi sarà più lenta rispetto a Magona, una sessantina di persone impegnate al taglio delle rotaie e al finimento del treno medio piccolo, oltre ai manutentori che hanno già proceduto e proseguiranno negli interventi di sanificazione. Dal 4 maggio poi è prevista la ripartenza del treno rotaie.

Tutto ciò non è piaciuto a Camping cig che in una nota, riferendosi alla ripartenza odierna di alcune attività in Jsw parla «di incauto meccanismo burocratico del silenzio-assenso, di recente adottato per le domande di esenzione dal blocco della produzione, che non deve essere ora la foglia di fico per nascondere i problemi reali. Un nuovo protocollo per la protezione sul lavoro dal rischio biologico è stato appena firmato a livello nazionale. Integrato e potenziato rispetto al precedente – scrive Camping cig – rende necessaria una revisione dell’applicazione delle misure di prevenzione in fabbrica, con un’attenta analisi reparto per reparto, cosa che necessariamente richiede del tempo. Non c’è alcuna notizia che ci consenta di credere che tale revisione sia stata fatta».

Per Camping cig il problema «non è di pertinenza esclusiva dell’azienda e dei lavoratori Jsw, ma di tutta la collettività piombinese, perché un eventuale focolaio epidemico incontrollato in azienda coinvolgerebbe presto tutta la città e i paesi limitrofi. Ciò comporta competenze dirette di controllo della situazione non solo dell’Asl, ma anche da parte dell’Amministrazione locale, enti che devono essere coinvolti e che si devono pronunciare».

Così secondo l’associazione «l’accelerazione impressa dall’azienda è non solo sorprendente ma anche pericolosa. Il prezzo per eventuali passi falsi si pagherebbe in vite umane, e non potrà passare sotto silenzio in tutte le sedi competenti». —(cloz)

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