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La Lega attacca il Governo Marco Landi: «Ripartire, ma a quali condizioni?»

L.C.
La Lega attacca il Governo Marco Landi: «Ripartire, ma a quali condizioni?»

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CAMPO NELL’ELBA

«Ripartire sì, ma a quali condizioni?».

La domanda se l’è posta Marco Landi, coordinatore della Lega per l’Isola d’Elba che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post dai toni critici rivolti al presidente Conte, impegnato a programmare la cosiddetta Fase 2 della pandemia.

«Il governo – si legge nel post che ieri ha avuto oltre duemila visualizzazioni - ci propina la ricetta più burocrazia, più costi sempre però sulle spalle delle nostre aziende, delle piccole imprese, dei negozi, bar, ristoranti, delle attività ricettive e dei balneari. È una situazione insostenibile per chi deve aprire per affrontare la prossima stagione estiva e per chi è stato obbligato a chiudere per un mese e mezzo».

Il referente elbano della Lega ha inteso toccare il nervo scoperto di piccoli e medi imprenditori la cui economia si basa prevalentemente sul terziario e sull’industria delle vacanze. In specie a Campo nell’Elba dove ci sono le maggiori aziende e imprese turistiche.

Non si potrebbe spiegare altrimenti le cinquanta condivisioni del suo post fra i facebookiani elbani, ma non solo. «Viviamo la pantomima – aggiunge più sotto Marco Landi - dei prestiti bancari che abbiamo richiesto, compilando moduli complessi e che non arrivano. In più saremo soggetti a una responsabilità eccessiva dei nostri dipendenti, se si ammaleranno di Covid-19, magari fuori dal luogo di lavoro, in quanto l’Inail lo considererà infortunio sul lavoro. La Regione Toscana dal canto suo non fa che complicare questa situazione con ordinanze di vario tipo, obbligando le aziende a protocolli anti-contagio da interpretare per la messa in atto».

«Va bene - conclude Landi - Siamo pronti a ripartire a queste condizioni?».

E i commenti non si risparmiano.

Claudia Castellano: «Marco, tanti la pensano come te. Parlatene, unitevi, in questo momento critico per la nostra isola e per noi stessi».

Patrizia Giuntoli aggiunge: «Ma, speriamo che qualcuno capisca di fare qualcosa di giusto. Soprattutto chi come voi all’Elba e in altri luoghi dove si vive soprattutto di turismo». —

L.C.

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