Gioco
Centro di riabilitazione, il caso all’attenzione della Regione
La sindaca Ticciati intenzionata a proseguire il confronto anche con l’Asl «Non si può dare un servizio a qualcuno togliendolo a qualcun altro»
campiglia
Se l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest in nome dell’emergenza tira dritto. Al piano terra dell’ex ospedale è intenzionata ad attrezzare due moduli da 12 posti letto ciascuno: uno per pazienti negativizzati (con doppio tampone negativo), 11 dei quali già inseriti. L’altro per malati covid che in caso di necessità dovrebbero arrivare dagli ospedali di Livorno e Pontedera. La sindaca di Campiglia Alberta Ticciati annuncia che proseguirà in questi giorni l’interlocuzione con l’Asl e la Regione Toscana per far luce sulla vicenda e trovare una strada da percorrere «nell’interesse dei propri cittadini e non a discapito dei malati covid in attesa di riabilitazione».
Il perché di quanto accaduto nel Centro di riabilitazione di Campiglia non è dato sapere. L’Azienda sanitaria prosegue sulla linea del silenzio. Non solo deve ancora spiegare come sia stato possibile che due persone positive al covid siano state ricoverate in una struttura che ha presentato come “centro di riferimento dell’Area Sud dell’Azienda Usl Toscana Nord ovest per i pazienti in uscita dalle Terapie intensive negativizzati al Covid-19”. Queste le parole con cui il 3 aprile annuncia il cambio di indirizzo per gli spazi dell’ex ospedale. Ma c’è dell’altro. E dà la misura del cortocircuito. Cioè il progetto di sdoppiare i 24 posti letto. Per metà nel solco del progetto originario. I restanti dodici, invece, per positivi al coronavirus.
La sindaca ha incassato la vicinanza di molti cittadini, il sostegno di tutti i gruppi consiliari, quello del consigliere regionale Pd Gianni Anselmi, quello di partiti, sindacati e lavoratori. Così dal palazzo comunale si traccia lo stato dell’arte sulla vicenda del centro di riabilitazione al piano terra dell’ex ospedale. In scia alle attestazioni di solidarietà nel confronto aperto con l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest si inserisce anche la Misericordia di Campiglia che sottolinea come in questa vicenda si sia smarrito il valore della fiducia, così prezioso specie in un periodo in cui tutti sono chiamati a fare la loro parte per contrastare l’emergenza sanitaria da coronavirus.
Per fare spazio al progetto dell’Asl in fretta e furia i servizi del distretto di Campiglia sono stati trasferiti in quelli di Venturina e San Vincenzo. «Piena comprensione e solidarietà alle persone che hanno sofferto quella terribile malattia ed hanno tutto il diritto di fare riabilitazione – dice Ticciati –, ma non si può dare un servizio a qualcuno togliendolo a qualcun altro, soprattutto senza trasparenza, senza rispetto per i sindaci e per i cittadini che rappresentano. Non dimentichiamo che se la riabilitazione è un’attività di tipo ospedaliero la cui esclusiva responsabilità ricade sulla Asl, i servizi distrettuali sono in capo alla Società della Salute che è un soggetto di coordinamento sanitario e sociale la cui titolarità ricade sui sindaci». —
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