Il Tirreno

comitato salute pubblica 

«Soldi per tutti gli ospedali e Villamarina sempre esclusa»

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piombino

Il Comitato salute pubblica interviene per protestare contro i provvedimenti presi con le ultime delibere della Regione. Provvedimenti che - a detta del Comitato - indirizzano risorse ad altri ospedali della Toscana e niente a Villamarina, mentre Campiglia si trova costretta a dover smantellare il presidio di riabilitazione per poter lasciare spazio ai malati Covid. E parte così la richiesta all’assessore alla Sanità Gianluigi Palombi di fare qualcosa di concreto per interrompere questa penalizzazione, e far tornare a funzionare i reparti, Punto Nascita in primis. «Il costo dell’operazione della Regione, per 90 giorni, è di 3,5 milioni di euro. La trasformazione della struttura riabilitativa di Campiglia è rientrata nelle misure di potenziamento del servizio sanitario, misure atte a sostegno economico delle famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica».

«Rientra fra le misure anche lo spazio lasciato libero dall’Ospedale di Comunità di Cecina per fare posto a una struttura di cure intermedie per pazienti positivi Covid-19. In questo periodo di emergenza sanitaria non si arrestano comunque le fasi progettuali per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Livorno». Ciò che al Comitato appare chiaro è che l’ospedale di Villamarina sta morendo perché per il nostro ospedale non sono previsti stanziamenti, «sebbene il suo staff stia dando prova di grande professionalità e stia offrendo, come sempre, un servizio indispensabile per tutto il territorio. È questo il momento di potenziare l’ospedale di Villamarina, una struttura dedicata a tutte quelle necessità del territorio che non siano legate al Covid-19». Il Comitato dunque chiede che le donne tornino a partorire a Piombino e non nell’ospedale di Cecina dove è stata aperta una struttura intermedia per pazienti positivi Covid-19. Il nostro ospedale, col suo reparto maternità di nuovo funzionante, potrebbe accogliere le donne in completa tranquillità. Questa decisione per noi rientrerebbe in quelle “misure di potenziamento del servizio sanitario fatto a sostegno economico delle famiglie, lavoratori e imprese”, misure connesse all’emergenza epidemiologica».

«Possibile che i soldi per l’ospedale di Piombino non si trovino mai? Perché l’ospedale di Piombino rimane brutalmente fuori da qualsiasi progettualità? Chiediamo al nostro assessore alla Sanità, dirigente medico della stessa Asl, di lavorare per portare a casa i risultati che i piombinesi da fin troppo tempo attendono. L’ospedale di Piombino deve tornare ad offrire non soltanto prestazioni di base ma soprattutto le prestazioni specialistiche, in particolare il potenziamento dei reparti di cardiologia, dato che l’infarto come lo stesso assessore ha detto, è la prima causa di morte dei cittadini in Val di Cornia, chirurgia, ortopedia, urologia, otorino, oculistica, neurologia, Centro salute mentale, laboratorio analisi». —

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